Chef francesi contro il peccato di gola
Le trentenni vanno in tilt davanti ai fornelli, mentre la Prova del Cuoco, la nota trasmissione televisiva di Antonella Clerici, spopola. Sembra un controsenso, così come lo è questa inchiesta di Le Monde, a fianco della richiesta fatta al Papa dagli chef francesi di togliere il peccato di gola. Ma quale gola, se ai raffinati piatti della cucina francese le giovani coppie preferiscono i surgelati e i panini ciuf ciuf? Crescono poi i cibi precotti, marciano a ritmo di un 10% annuo i sughi pronti e non scherzano le gastronomie che sembrano non conoscere la parola crisi. Vent’anni fa la donna in casa passava 4 ore di media la settimana a cucinare, oggi passa 40 minuti (anzi, precisamente 36) ma a scongelare. Eppure c’è qualcosa che non torna, qualcosa di diverso nella reazione italiana a dimenticare la cucina. Perché tante giovani madri stanno davanti alla Prova del cuoco? Perché, ancora, nell’ultimo tour di Papillon da Roma alla Sicilia abbiamo incontrato migliaia di persone interessate al gusto e con loro più di 150 produttori di cose buone, tra cui molti giovani, sicuri di un mercato che non li abbandona? è il Dna italiano, è la risposta alla stupidità di chi esalta i piatti pret a porter, senza accorgersi che sta calpestando la cultura da cui è nato davanti ai propri figli. Beviamoci sopra il rosso laziale di Montanello del giovane Stefanoni (0761 827031) di Montefiascone uve ciliegiolo sangiovese e Montepulciano. Da andare a cercare tra gli “emergenti”.
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