Chi c’è dietro le quinte veneziane?
Concorso a premi: chi ha scritto la seguente recensione del film Magdalene Sisters? «Basato su una storia tristemente vera di decine di migliaia di donne, il film sconvolgente di Peter Mullan, vincitore del Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia, racconta la storia delle case di Magdalene (…), luoghi dove le famiglie rinchiudevano ragazze “cadute dalla grazia di Dio”, ma che spesso non avevano commesso alcun crimine, se non il fatto di essere povere, orfane, vittime di stupro (…). Attraverso la storia vera di 4 ragazze che vi furono rinchiuse nei primi anni ’60, assistiamo nel film al racconto della vita delle Magdalene, luoghi di prigionia e lavanderia dove le ragazze lavoravano duramente 364 giorni all’anno». Chi ha scontato un giorno di “torture” (364 giorni e non 365, forse Natale?) alle Magdalene del film vincitore del Leone d’Oro? Un giornale trotzikista? No, sebbene Peter Mullan, il regista, sia trotzkista. Un sito di massoni anticlericali, mangiapreti e sciupasuore? Nemmeno. Il Centro Espressioni Cinematografiche? Esatto. Il Cec, associazione culturale friulana senza fini di lucro, ha inviato la suddetta recensione a tutti i presidi delle scuole medie superiori di Udine e Provincia invitandoli a partecipare a “Cinescuola”, iniziativa che ha lo scopo di diffondere «la cultura cinematografica e audiovisiva». Una rassegna che segue le linee guida dell’associazione «che, da sempre, considera molto importanti le platee giovanili come nuovo pubblico alla cui formazione è doveroso rivogere il proprio impegno». In cartello non c’è solo il film di Mullan; fra le proposte per i mesi di settembre e ottobre per le scuole superiori compare anche 11 settembre 2001. La presentazione secondo il Cec? «11 registi appartenenti a culture di tutto il mondo raccontano in 11 cortometraggi da 11 minuti il loro punto di vista sull’attentato alle Torri Gemelle di New York. All’insegna della libertà di espressione…». Che poi questa “libertà di espressione” coincida sempre con l’antiamericanismo di moda, al Cec non interessa punto.
«E’ un filmaccio»
Valerio Riva, membro del Consiglio d’Amministrazione della Biennale di Venezia, sul Giornale (“Ecco perché non mi dimetterò”, martedì 10 settembre) aveva segnalato come fosse curioso che «di tutti i film stranieri presentati a Venezia, Magdalene Sisters, fosse l’unico già pronto bell’e doppiato. Tant’è vero che, mezz’ora dopo la presentazione al Lido con i regolamentari sottotitoli, il film era già in programmazione, doppiatissimo, in almeno due cinema di Roma (unica città dove ho potuto indagare), per passare appena qualche giorno dopo a una distribuzione più vasta e capillare in tutta Italia. E si noti che altri film in concorso prima di essere doppiati ed entrare in distribuzione dovranno aspettare, come minimo, due mesi». In effetti, è singolare anche il fatto che il Cec avesse già in mano il film doppiato venerdì 6 settembre, solo un giorno dopo la proiezione veneziana. Riva, informato da Tempi dell’iniziativa del Cec, si è detto «davvero stupito che questi due film vengano consigliati ai presidi delle scuole superiori». Perché? «Prendiamo il film di Mullan. Spara una denuncia che non ha niente a che vedere con la storia in sé. La storia del prete che si spoglia nudo durante la Messa, le suore che fanno commenti su chi abbia il seno più prosperoso o il pube più villoso… insomma è evidente che è un filmaccio. Un film, e questo glielo dice uno che non è un fervente cattolico, che andava bene se proiettato nel 1890, tanto è anticlericale». Eppure ha vinto il Leone d’Oro… «Ma via! Credere che una giuria, perché è una giuria, dia il proprio parere al di fuori di ogni pressione, è un’ingenuità. E poi che strana quella dichiarazione della giurata Francesca Neri: “Abbiamo impiegato solo 5 minuti per assegnare il premio”; mi stupisce che, dopo anni in cui il Leone era assegnato dopo interminabili discussioni e litigi, quest’anno siano bastati solo 5 minuti. Ognuno sapeva già cosa fare? Se si pensa poi che il direttore della Mostra, Moritz De Hadeln, già dalla prima proiezione aveva incoronato Mullan vincitore… qualche dubbio non può che venire».
Governo autolesionista?
L’altro film al centro delle polemiche (e consigliato dal Cec) è stato quello sull’11 settembre dei vari Ken Loach (altro regista trotzkista) e Sean Penn… «Io sono persuaso – prosegue Riva – che il film su l’11 settembre e quello di Mullan sono film che distorcono le verità. E creano situazioni che non sono tali da garantire la libera discussione di temi culturali. C’è anche chi ha detto che in questa antologia di undici film ce ne siano anche alcuni di grande spessore culturale… mah, sarà anche. Tuttavia il messaggio è chiaro: per fortuna che non ci sono più le Torri. Così, nello spezzone del regista egiziano, non si fa altro che sostenere che gli americani se la sono cercata. Venezia è servita da promozione per due film che stanno girando il mondo (ma quello sull’11 settembre non negli Usa, ndr). E io mi domando se De Hadeln si è reso conto della scelta che ha fatto. E se il centrodestra, nella prima edizione di Venezia da quando è al governo, sia consapevole di aver nominato una giuria che le ha sparato addosso».
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