Chi cerca Europa, trova Irlanda
Fu l’Irlanda, paese in cui ancor oggi il 90% della popolazione di entrambe le tradizioni, va in chiesa ogni domenica, a portare il cristianesimo al Nord Europa, comprese Gran Bretagna e Germania e all’Europa centrale giù fino a san Gallo in Svizzera.
Irlanda anarcoide, un po’ Asterix, un po’ Internet Il suo successo missionario fu in buona parte dovuto al fatto che l’Ibernia non era mai stata conquistata dai Romani. I romani portarono strade e perciò città e governatori provinciali per governare le loro diocesi. L’Irlanda mantenne una cultura senza strade, alla Asterix, di insediamenti indipendenti con i loro capi e perciò quando fu cristianizzata dal romano-britanno san Patrizio si sviluppò una chiesa monastica celtica basata su abbazie e conventi autonomi e a volte ereditari. La pratica monacale della confessione divenne una caratteristica universale di questa chiesa e fu uno dei doni passati alla Chiesa cattolica romana. Questa struttura alla Internet di monasteri indipendenti si rivelò adatta a spargere la Parola tra le tribù barbariche prima di venir superata nel suo successo dalla Chiesa di Roma meglio organizzata amministrativamente.
Infatti mentre dall’Editto di Costantino – Milano del 313 dC – la Cristianità fu accolta in Roma lasciando la cultura romana relativamente intatta, con la conversione dell’Irlanda da parte di san Patrizio nei 30 anni prima della sua morte avvenuta nel 461 l’Irlanda, non avendo il potere e le tradizioni di Roma, era stata ricevuta nella Cristianità. Questo aveva trasformato l’isola color smeraldo in qualcosa di nuovo e mai visto prima, una cultura cristiana.
Europa, quella colossale operazione cristiana nata da uno schiavo Patrizio (Patrick), figlio sedicenne di una famiglia patrizia romano-bitannica del Nord Ovest dell’Inghilterra, fu catturato dai pirati irlandesi e passò i sei anni successivi a fare il pastore morendo di fame in isolamento nelle montagne del Nord Irlanda. L’esperienza della schiavitù rinforzò la sua fede solitaria e lo condusse a fuggire in Francia su una nave che trasportava un carico di preziosi levrieri da lupo irlandesi. Arrivò sul continente proprio quando l’impero romano stava vacillando per la devastazione delle invasioni germaniche del 407. Ma Ptrick sopravvisse e studiò da prete sull’isola di Lorans al largo di Cannes. Ritornò poi dalla sua famiglia in Inghilterra ma sentì la chiamata a fare il missionario – concetto nuovo per l’epoca – in Irlanda che, cosa unica, fu convertita senza spargimento di sangue.
La mancanza di martiri “rossi” ispirò gli irlandesi per cui una morte violenta gloriosa era un finale su misura a divenire martiri “verdi” facendo gli eremiti e intorno a loro si svilupparono i monasteri. Questi a loro volta fornirono i manoscritti miniati che salvarono la cultura europea dalle depredazioni dei barbari grazie ai manoscritti e ai monaci che arrivavano perfino dal vicino Oriente. Il monastero di Bangor in Nord Irlanda da cui San Colombo nel 557 si esiliò per andare a fondare Iona e convertire la Scozia – allora un regno irlandese – nella sua litania sosteneva di essere “ex Aegypto transducta”.
Intrepidi monaci irlandesi come Colombano fondarono 100 monasteri in Germania, Francia, Svizzera e Lombardia tra il 590 e la sua morte a Bobbio (Colombo), quando in 615. Altri come San Brendan il Navigatore navigarono in barche a remi aperte per l’Islanda, la Groenlandia e il Nord America. Monache come Santa Brigida, che fu nominata vescovo – in seguito si disse “per errore” – fondarono ordini.
Isolati per via delle invasioni barbariche da una Roma che per gli irlandesi era come un distante re dei re, di fatto la Chiesa celtica mantenne culturalmente la mancanza di gerarchia e il significativo ruolo delle donne della società celtica insieme con i matrimoni rinnovabili annualmente e gli abati ereditari. Tuttavia nel 500 quando Gregorio di Tours scriveva che “le lettere in Gallia erano perite”, l’Irlanda era l’editore d’Europa. È tipico che già nell’anno 800 Alcuino, il Cancelliere di Carlomagno responsabile per la Rinascita carolingia e la reintroduzione del commercio e dell’istruzione in quel che poi divenne il Sacro Romano Impero, fosse un monaco irlandese.
Nella Cristianità, un sistema educativo e l’alfabetizzazione e la forza organizzativa dietro l’esperimento di un’Europa unita, cosa che era il Sacro Romano Impero carolingio che vide perfino l’introduzione di una moneta unica in sterline, scellini e penny, l’Irlanda aveva giocato un ruolo fondamentale.
Irlanda 2000: dal triangolo Dublino-Londra-Belfast, un modello per l’Europa Ora con le strutture politiche messe in piedi per la coabitazione di due minoranze minacciate ne sta giocando un altro ancora. I protestanti, il 25% nell’intera Irlanda si sentono minoranza relativamente a un’Irlanda potenzialmente unita, dato che l’Eire dopo l’
indipendenza del 1922 è diventata uno stato confessionale cattolico. La popolazione cattolica del Nord Irlanda che nel ’22 era il 12% e ora ha raggiunto il 40%, si sente minacciata da una maggioranza protestante che a sua volta si sente sotto la minaccia di questa bomba demografica a orologeria. L’ “Accordo del Venerdì Santo” per la Pace in Nord Irlanda del 1998 si sta comunque muovendo non solo per risolvere un conflitto vecchio di secoli ma sta pure offrendo un modello piuttosto laterale che gerarchico per una nuova Unione Europea. C’è anche da sperare che le due tribù confessionali troveranno un terreno comune nel loro comune cristianesimo celtico. Questa è senz’altro la speranza del Centro ecumenico Corrymeela che ha svolto un ruolo centrale nel processo e che è stato ispirato da Agape, in Piemonte. In più, mentre il presidente dell’Eire Mary Macalise è una cittadina del Regno Unito proveniente da Belfast, una legge appena approvata dopo 24 ore di seduta a Westminster permettera ai membri del Dail, il Parlamento di Dublino di essere anche come membri dell’Assemblea Nordirlandese o della Camera dei comuni, il che è come se i membri del Sud Tyrol Volkspartei avessero anche diritto di sedere nel Parlamento austriaco. In ogni caso i cittadini dell’Eire dal tempo dell’indipendenza hanno sempre avuto diritto di votare alle elezioni politiche britanniche.
Mentre Haider fa scandalo in Europa, Londra accetta che il furiere dell’Ira sia ministro del Nord-Irlanda Questo è solo accettare il fatto che nella nuova Europa fedeltà e perfino sovranità sono ora super-nazionali e sempre di più l’Unione europea non sarà la somma delle nazioni stato presenti che in verità sono attaccate alle loro “identita” quanto lo sono le “tribù” del Nord Irlanda. Tuttavia gli stati membri interverranno negli affari di politica domestica ed estera gli uni degli altri secondo il bisogno.
Per dirla con il premio Nobel per la poesia il cattolico nordirlandese Seamus Heaney il fragile processo di pace nel Nord Irlanda è un posto dove siamo tutti arrivati insieme. Tutte le parti, Lealisti, Nazionalisti e Repubblicani hanno vinto e perso ma hanno vinto e perso insieme. Il Regno Unito ha rinunciato a ogni interesse strategico nella Provincia mentre il Governo irlandese ha abrogato gli articoli 2 e 3 della Costituzione irlandese che accampa diritti sulle sei contee del Nord. Solo un referendum nel Nord Irlanda potrà cambiare la sovranità dell’Ulster. La cosa rassicura i lealisti e allo stesso tempo tiene in vita le speranze di nazionalisti e repubblicani. Questo era un equo scambio per il rilascio di tutti i terroristi dell’IRA/Sinn Fein e lealisti prigionieri in prigioni del Sud come del Nord Irlanda.
Per quanto riguarda la sovranità i nazionalisti del SDLP e i repubblicani dell’IRA/Sinn Fein hanno ottenuto il Consiglio britannico irlandese che unisce politici del Nord Irlanda, Scozia, Galles e repubblica irlandese e anche quelli delle Isole della Manica e isola di Man. Il Consiglio britannico irlandese intergovernativo che si riunisce ad Armagh, dove san Patrizio costruì la sua cattedrale, vede l’incontro di membri del nuovo Esecutivo del Nord Irlanda con ministri irlandesi per dar forma a pratiche politiche comuni.
Tuttavia senza disarmo dell’Ira e dei gruppi armati lealisti ci sarà solo coercizione e questo è il problema specie con la politica a doppio taglio della “scheda elettorale e della pallottola” di Sinn Fein. Tutti i partiti politici hanno promesso di persuadere i loro paramilitari e questo significa davvero che Sinn Fein cerca di convincere l’IRA a “decommissionare” bombe ed esplosivi sotto il controllo del generale canadese de Chasterlain. Tecnicamente ciò deve avvenire prima di giugno di quest’anno ma gli Unionisti protestanti erano disposti a far parte dell’Assemblea e dell’Esecutivo solo se vi fosse stato qualche segno di “decommissionamento” entro la fine di gennaio.
E un segno di quanto lontano si sia giunti è il fatto che tutti sappiano che Martin McGuinness, il nuovo Ministro per l’istruzione, sia anche il capo furiere del Consiglio dell’IRA (composto da 9 uomini).
Gli irlandesi, “un popolo di allegre battaglie e tristi canzoni” per tradizione amano la guerra tribale. San Patrizio insegnò loro a vincere “conquiste celesti” che li ispirarono a creare una sola Europa.
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