Chi era Giovanni Testori
Nato nel 1923 a Novate Milanese, dal 1952 diviene allievo prediletto di Roberto Longhi: nascono gli scritti sull’arte lombardo-piemontese. Elio Vittorini lo lancia come scrittore, pubblicando nel 1954 Il dio di Roserio. Al Piccolo Teatro è legato l’esordio come drammaturgo con La Maria Brasca (1960). Luchino Visconti cura la regia de L’Arialda (1960), e de La Monaca di Monza (1967). Franco Parenti, dal 1972, porta in scena al Pierlombardo la Trilogia degli Scarrozzanti (Ambleto, Macbetto e Edipus) e I Promessi sposi alla prova. Nel 1977 la morte della madre lo porta al monologo Conversazione con la morte. Con la Compagnia dell’Arca di Forlì mette in scena l’Interrogatorio a Maria (1978), Factum Est (1981) e Post Hamlet (1983). Con Franco Branciaroli e Emanuele Banterle fonda la Compagnia degli Incamminati: con loro In exitu (1988), e Verbò (1989). Altro importante lavoro l’Erodiade (1984), con Adriana Innocenti. Dal 1975 era iniziata la collaborazione al Corriere della Sera: dopo alcuni articoli di critica d’arte prese il posto di Pasolini come commentatore controcorrente. Nel 1991 si ammala di un tumore che lo porterà alla morte nel 1993.
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