Chi Mediterraneo campa cent’anni

Di Tempi
21 Giugno 2000
Finalmente una buona notizia per noi italiani e una statistica di cui andare orgogliosi: l'Italia è uno dei paesi con la più alta "speranza di vita sana alla nascita" al mondo.

Finalmente una buona notizia per noi italiani e una statistica di cui andare orgogliosi: l’Italia è uno dei paesi con la più alta “speranza di vita sana alla nascita” al mondo. Siamo sesti nella speciale classifica, preceduti soltanto da Giappone, Australia, Francia, Svezia e Spagna e seguiti da 185 paesi piccoli e grandi che stanno peggio di noi.

La speranza di vita sana è un nuovo indicatore socio-sanitario, proposto quest’anno per la prima volta dall’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, e rappresenta un perfezionamento della più tradizionale “speranza di vita alla nascita”, l’indicatore che dice quanti anni può sperare di campare un bambino nato in un certo paese in un certo anno, considerate le condizioni sanitarie, epidemiologiche, sociali ed economiche di quel paese. La speranza di vita sana alla nascita indica quanti sono gli anni che una persona può sperare di vivere in piena salute, e tale valore si ottiene sottraendo agli anni di speranza di vita un certo numero di anni o di mesi equivalenti alla durata e alla gravità delle malattie che quella persona presumibilmente patirà nel corso della sua vita.

Le due tabelle che proponiamo ai lettori danno conto dei paesi migliori e peggiori in termini di speranza di vita sana. Si nota che i 15 i paesi che stanno in fondo alla classifica sono tutti africani, mentre i 15 migliori sono abbastanza variegati quanto ad area geografica: vi ritroviamo il Pacifico, il Mediterraneo, le Alpi, il nord Europa.

L’Oms propone una sua analisi di questi andamenti. I paesi dell’Africa sub-sahariana, dice, mostrano i dati peggiori soprattutto a causa dell’epidemia di Aids che nel solo 1999 ha causato 2,2 milioni di morti africani e che ha brutalmente ridotto la speranza di vita nell’ultimo decennio. I primati di Giappone, Francia e Svezia vengono spiegati con la dieta priva di grassi dei giapponesi, con le poche donne francesi fumatrici e con l’eccellente sistema sanitario svedese. Ma queste spiegazioni lasciano abbastanza insoddisfatti: i due paesi africani che presentano la speranza di vita sana più bassa del mondo, Sierra Leone e Niger, non sono in reltà particolarmente afflitti dall’Aids. Ed è curioso che, a parte la Francia, l’Oms non dica neanche una parola sugli ottimi risultati dei paesi mediterranei insediati fra il 3° e il 7° posto della classifica eccellente. Questi paesi meridionali, cattolici od ortodossi, considerati maschilisti, dotati di sistemi sanitari non particolarmente efficienti e popolati di fumatori fanno meglio dei paesi europei nordici, protestanti, femministi, efficienti e salutisti. L’Oms, diretta da una femminista norvegese scatenata come Gro Harlem Brundtland, prova certamente un po’ di imbarazzo davanti a questi dati. Come lo provano certi ecologisti: la natura incontaminata del continente nero si rivela più matrigna dell’eco-ambiente tutto allogeno con cui è stata colonizzata l’Australia negli ultimi due secoli, mentre i giapponesi divoratori di prodotti geneticamente modificati sono in testa alla classifica della vita. Meditate, gente, meditate.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.