Chi predica pace…
TEHERAN MON AMOUR
«È evidente a chiunque, credo, che è proprio questo aggressivo totalitarismo democratico, di cui è vessillifero il più potente e armato Stato del mondo, col suo codazzo di alleati, convinti o coatti, di potentati economici, di mezzi di comunicazione, di intellettuali, a costituire la vera “minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale” e alla libertà dei popoli… In realtà a ben vedere, la democrazia accetta solo le idee che stanno all’interno dell’ideologia e dello schema mentale democratici. In questo non si differenzia sostanzialmente da altri regimi semiautoritari. Sono stato al Parlamento di Teheran, all’epoca di Khomeini, e ho assistito a dibattiti molto accesi fra posizioni nettamente contrapposte. Ogni idea vi era ammessa purché si rispettasse la regola-base della teocrazia secondo cui il potere politico è sottomesso a quello religioso, o vi coincide, e la legge alle norme del Corano. La democrazia non si comporta essenzialmente in modo diverso».
Massimo Fini, “Sudditi. Manifesto contro la democrazia”
MINISTRI DELLA GIUSTIZIA
«Il sistematico uso della tortura come arma di guerra dimostra che quelli che sono andati in Irak dichiarandosi portatori dei diritti umani, si sono purtroppo rivelati non dissimili dal loro vecchio amico Saddam Hussein».
«A costo di essere solo» sarò in piazza. «Ma in piazza non sarò solo, ci saranno migliaia di persone per dire a Bush che c’è un’Italia che non lo vuole, che ripudia la guerra, un’Italia della Costituzione repubblicana, antifascista e che dichiara ospite non gradito colui che ha coperto, incoraggiato e forse ordinato le torture in Irak».
Oliviero Diliberto (Pdci), 26 maggio
UN’IDEA PER CAPELLO
«Bush è un uomo che parla di democrazia ed esporta la tortura, in più viene a rendere un favore a Berlusconi, che ha inviato i soldati in Irak per lui, e viene a fare una grande parata, o meglio una pagliacciata elettorale per Berlusconi… Chiediamo a quelli del listone che, nel caso non volessero venire a manifestare, almeno non vadano a dare la mano a Bush e Berlusconi».
«Bush ha avallato le torture in Irak diventando così un criminale di guerra, per questo motivo migliaia di italiani diranno pacificamente che non è gradito nel nostro paese».
Marco Rizzo (Pdci), 25 e 27 maggio
MAJAKOVSKIJ DEL TUFELLO
«Possiamo facilmente prevedere che il 4 giugno, quando Bush verrà in Italia, il popolo italiano lo accoglierà come quel criminale di guerra che è».
Piero Bernocchi (Cobas), 27 aprile
DISOCCUPATI NAPOLETANI
«Sarebbe opportuno che Bush se ne stesse a casa. L’Italia ha già dimostrato che i torturatori non li desidera, l’ultimo lo abbiamo lasciato a piazzale Loreto…».
Francesco Caruso (Disobbedienti), 25 aprile
NON SCHERZATE COL ’69
«Bush riceverà la stessa accoglienza riservata a Nixon nel ’69. Dobbiamo dire chiaramente che vogliamo la fine dell’occupazione in Irak e la liberazione degli ostaggi, che per noi sono anche i 22 milioni di irakeni».
Luca Casarini (Disobbedienti), 28 aprile
FILOSOFO
La decapitazione di Nick Berg «è l’esecuzione di una sentenza».
Gianni Vattimo, “Radio anch’io”
CODONE DI PAGLIA
«Non bisogna accettare le provocazioni del governo e bisogna garantire con grande intelligenza l’assoluto carattere pacifico delle mobilitazioni. Anche alle forze dell’ordine diciamo: non cadete nella trappola che stanno preparando e pretendete che non vi siano interferenze politiche, soprattutto dai piani alti, nella gestione dell’ordine pubblico. La lista unitaria non faccia come ha fatto per il G8 a Genova di lasciare da solo il movimento e richiami Pisanu alle sue responsabilità politiche per quello che potrebbe succedere il 2 e il 4 giugno».
Paolo Cento (Verdi), 26 maggio
AAA CERCASI LAST MINUTE
(di sola andata) per teheran
«Fuori d’Occidente un fenomeno interessante, come tentativo di resistere all’omologazione planetaria, è stato il movimento talebano del mullah Omar che proponeva, nell’era della modernità democratica trionfante, avanzante e conquistante, una sorta di “Medioevo sostenibile”, cioè una società regolata sul piano del costume da leggi arcaiche, risalenti al VII secolo arabo, non del tutto aliena però dal far proprie alcune limitate e mirate conquiste tecnologiche. In fondo il mullah Omar è stato l’unico, vero, No global di questi anni ed è per questo che è stato spazzato via dalle bombe americane col pretesto di dare la caccia al fantasma di Bin Laden».
Massimo Fini, “Sudditi. Manifesto contro la democrazia”
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