Chi sceglie la riforma Moratti, chi la “Ntrocchia di regime”
Un «presidente di lotta e di governo». È il nuovo ruolo di Ferdinando Adornato secondo il verbo di Giovanni Manzini, responsabile scuola della Margherita. Il capo della commissione cultura e presidente della fondazione “Liberal” sarebbe reo di aver fondato il “Comitato per una riforma dell’istruzione che promuova la qualità e la libertà”. Adornato avrebbe espresso «una chiara sfiducia nel Parlamento e in particolare nella commissione cultura che egli stesso presiede e che pertanto egli considera inadeguata a promuovere una scuola libera». Secondo l’illuminato maestro di democrazia Manzini, per chi è in politica, fondare un movimento per fare «della scuola il luogo del rapporto educativo, formativo e di istruzione, e non una macchina burocratica» è un atto indegno. Come sarebbe inadeguato per una parlamentare andare tra la gente a raccogliere firme. E sabato scorso davanti a molte scuole è iniziata proprio una sottoscrizione che continuerà nei prossimi mesi, seguita da altre manifestazioni. Un vero movimento d’opinione che intende sottrarre l’attenzione dei riflettori ai manifestanti che hanno provato a bloccare gli Stati generali della scuola. Un tentativo, precisa Adornato, di superare posizioni vetero-sindacali che difendono solo la propria piccola corporazione. Un movimento dunque che pubblicamente tenta di difendere la riforma Moratti, la quale come tutte le proposte ha molte cose buone e altre di cui bisogna discutere. Un’azione a vasto raggio per non lasciar la pubblica opinione in mano alle “occupazioni novembrine” che secondo il Presidente di Liberal «potrebbero entrare a far parte a pieno titolo del Pof (Piano dell’offerta Formativa)», dato che si ripetono ogni anno nel periodo prenatalizio. Hanno già aderito molte associazioni e tra i primi firmatari ci sono il sociologo Francesco Alberoni, il regista Pupi Avati, il presidente della Cdo Giorgio Vittadini, il presidente emerito della Corte costituzionale Antonio Baldassarre, il rettore della Bocconi Carlo Secchi e molti docenti tra i quali Giancarlo Cesana, Vittorio Mathieu e Adriano De Maio, rettore del Politecnico di Milano.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!