CHIRAC SE L’è PROPRIO CERCATA

Di Tempi
02 Giugno 2005
ANTI-LIBERALISMO E ANTI-AMERICANISMO ALLA BASE DEL "NO" FRANCESE

Chi semina vento, raccoglie tempesta. Il risultato del referendum francese sulla costituzione europea si commenta con le parole del noto adagio popolare. Non si può giocare per anni con parole d’ordine antiliberali e antiamericane, come ha fatto Jacques Chirac, senza che alla fine il giocattolo esploda fra le mani. Non si può vezzeggiare per anni il movimento No global; non si possono portare attacchi tanto ripetuti quanto velleitari all’egemonia Usa; non si può arrivare a dichiarare che «il liberalismo è un’ideologia nociva come il comunismo, e come il comunismo finirà contro un muro»; non si può fare tutto questo, senza pagare alla fine un prezzo salato. Il prezzo di vedersi respingere dall’elettorato la Costituzione dell’Europa allargata a 25 che si chiedeva di approvare. L’elettorato ha risposto “no”, schierandosi con l’interpretazione di chi dice che il nuovo trattato opta per un’Europa “neo-liberista” anziché “sociale”. Interpretazione palesemente falsa, considerato che i paragrafi sul mercato comune e la circolazione delle merci del nuovo trattato sono presi di peso da quello di Roma del 1954. Ma che illumina un dato di fatto: nell’era della globalizzazione e dell’unipolarismo americano, l’opinione pubblica europea non è in grado di tollerare nemmeno il tasso di liberalismo e di filo-americanismo contenuto nel trattato che inaugurò il processo di integrazione europea. L’elettorato ha risposto “no” anche perché nei paesi dell’Est entrati nell’Unione e nella Turchia in fase negoziale vede non solo una minaccia economica, ma geopolitica: si tratta di paesi i cui governi sono in sintonia con la politica estera degli Usa, il “nemico” dell’Europa potenza globale secondo la filosofia di Chirac e Villepin, fatta propria dai governi di Germania, Spagna e Belgio. Come ha spiegato André Glucksmann sul Corriere della Sera, la forza di queste posizioni sta proprio nel loro trasversalismo: sono mentalità comune a sinistra come a destra. Grazie ad apprendisti stregoni come Chirac.

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