Ci mancava il petrolio

La raffineria di Malagrotta è stata costruita nel 1965 e si estende su una superficie di 100 ettari, a circa dieci chilometri dal mare. Il sito è stato oggetto negli anni di numerose indagini di carattere ambientale, in ragione soprattutto dei rischi connessi all’età dell’impianto e alla particolare ubicazione (terreni ad elevata permeabilità e vicinanza di corsi d’acqua). Nel piano di gestione dei rifiuti approvato dalla Regione Lazio nel 2002 l’area è inserita nell’anagrafe dei siti inquinati. Alcuni serbatoi abbandonati da anni con quantità di materiale ancora all’interno non sono mai stati demoliti e bonificati. Non esiste alcuna centralina che controlli l’acqua fissa e nessuna analisi sistematica del suolo è mai stata fatta. Per funzionare correttamente i serbatoi andrebbero controllati e bonificati ogni anno, ma a Malagrotta sono in funzione sempre gli stessi da più di quarant’anni. L’Arpa e l’Asl del Lazio non sono mai entrate nel sito per effettuare verifiche.

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