Ci mancava solo il reality del tifo da bar

Anche questa volta parlo dell’Inter, ma solo per dire che viviamo nel paese del grande cocomero, ahinoi. Un tifoso della Juventus seduto al tavolino di un bar apostrofa Massimo Moratti che esce dal suo ufficio. Il presidente dell’Inter, invece di far finta di niente, attraversa la strada e avvia un chiarimento tumultuoso col tifoso medesimo. Fin qui nulla di straordinario, la faccenda ricade in quello che dicevo tempo fa, e cioè che l’Inter, abituata a perdere, ora si trova spiazzata dal successo. No, il fatto sconvolgente è che il fan bianconero è finito su tutte le tv, intervistato come un fenomeno. Ho letto da qualche parte che perfino Azouz Marzouk, il tunisino la cui famiglia è stata sterminata a Erba, nelle intenzioni dei gestori del simpatico retropalco televisivo doveva diventare un soggetto da reality show.
Mi trovo inadeguato a questo, ve lo confesso, non sono preparato a questo mondo dove siamo spiati ventiquattro ore su ventiquattro, dove le telecamere ti seguono ovunque e sono pronte a farti diventare un fenomeno da baraccone, dove c’è qualcuno che ti trasforma in una star controvoglia. Per cui vi diffido dal citarmi, dal farmi pubblicità, dal dire che mi conoscete, che una volta mi avete visto e pure che siamo parenti. Lasciatemi al tavolino del mio bar, anche se di cose da dire a Moratti ne avrei pure io.

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