Ci prendono per la Ferrari di Lecco, ma noi non siamo rossi

Nella edizione del 2 giugno del Giornale è comparso un comunicato del Cdr che annunciava “posticipatamente” uno sciopero dei giornalisti «per protestare contro la decisione dell’editore di allegare al quotidiano un settimanale chiaramente identificabile con un movimento politico». Poiché non hanno avuto la delicatezza di scrivere il nome di questo settimanale, chiedo a voi se la causa di tanto “disagio” sia la rivista Tempi. Gradirei una vostra risposta, anche per regolarmi se continuare a leggere il Giornale o cambiare testata.
Bruno Carli Milano

Non ci riguarda. Quel settimanale è chiaramente identificabile con il team della Rossa di Lecco. Noi siamo della McLaren.

Ho visto Santoro l’altra sera. L’ho guardato aspettandomi un semplice documentario su questi super peccatori, in realtà era un pretesto diabolico per sparare a zero sul Papa. L’arroganza del conduttore mi ha sconvolto. Ma non è pure lui uno degli aderenti al partito del dubbio? Pensavo che le certezze fossero prerogativa solo dei cristiani! Invece l’altra sera Santoro sembrava proprio un fervente credente. Allora a lui e a tutti quelli che sono caduti nella sua trappola e hanno parlato per ore al bar delle schifezze della Chiesa, vorrei ricordare che non c’era bisogno di fare tutti quei chilometri tra Brasile e Stati Uniti per conoscere che cos’è la Chiesa cattolica; bastava andare solo a dare un’occhiata tra Macerata e Loreto la notte del 2 giugno per vedere un popolo festoso, in preghiera, commosso. Alcuni laici, Magdi Allam, Eugenia Roccella, hanno avuto questo coraggio. Santoro ce l’ha? O è troppo tardi?
Angela Migani Milano

Ho assistito al dibattito a Omnibus su Annozero. È vergognoso come lei abbia strumentalizzato la trasmissione di Santoro (che ho visto a differenza di lei che ne sparlava) e difendere a spada tratta la Chiesa. Chiariamo una cosa: nessuno qui attacca la Chiesa (io sono stato anche missionario laico in Madagascar con i salesiani ma sono prima di tutto un cittadino di uno Stato laico), ma si chiede alla Chiesa di intervenire sui suoi casi di pedofilia e di non nasconderli. Avevo visto il video della Bbc già su internet e non vi ho trovato nulla di sconvolgente se non la volontà della Chiesa di nascondere i propri errori (o dovremo dire Orrori?).
Luigi Bernardi via internet

La taglio subito di brutto perché sa, dato che quella serata di Annozero era incentrata sul video della Bbc, ci siamo detti: perché dare la nostra decima allo share di Santoro quando abbiamo già visto lo “scoop” e appurato che trattasi di disinformacja al servizio della tesi “Ratzinger protettore dei pedofili”? Sa, non è la Chiesa che alimenta oscenità e pornografia che vanno molto forte ai festival del cinema progressista di Cannes. Sa, non è la Chiesa che ha inventato il progressista partito pedofilo olandese. Sa, non è la Chiesa che ha indetto il giorno dell’orgoglio pedofilo progressista. Si faccia un giro nell’odierna cultura dominante allegramente disposta a non scandalizzarsi per la schifezza che diffonde a piene mani, prima di indignarsi per qualche (e ho detto qualche) pedofilo di una Chiesa il cui Papa non ha mai protetto o nascosto pedofili, e i cui preti e laici sono in stragrande maggioranza un baluardo a difesa delle intenzioni della vita contro quelle del potere. Questo è ciò che disturba i manovratori. Per questo esistono operazioni di bassa macelleria come quella confezionata dalla Bbc su Benedetto XVI e, al traino, nelle provincia italiana, consumata in quella rivendita di sali, tabacchi e macellato (pagata col sudore del contribuente) che si chiama Rai.

Dopo una discussione sulle “nuove lettere di Berlicche” con una amica che aveva letto per la prima volta Tempi ho capito che (per chi non sappia chi è Berlicche) la rubrica è un po’ difficile da comprendere. Già, perché la mia amica mi contestava alcune affermazioni senza capire che chi parlava era un diavolo. Mi chiedo: non sarebbe il caso di specificarlo?
Luigi Resi via internet

Eccolo specificato.

Se penso che ho conosciuto uno scrittore come Eugenio Corti solamente dopo la vostra intervista con lui, mi viene da piangere.
Paolo Tamborini
via internet

Bè, quanto se l’è goduta con Baricco?

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.