Ci sono fischi peggiori di quelli contro Prodi

Ovunque s’aggiri, il presidente del Consiglio Romano Prodi si trova un gruppo, più o meno nutrito, di contestatori. C’è malcontento nel popolo e lo capisco, ma io non ho tempo per fischiare il simpatico Morty. Ci sono altri fischi molto più interessanti e sono quelli che si beccano gli arbitri. Rimasti soli, senza più Luciano Moggi e la sua allegra brigata, si pensava che non prendessero più un abbaglio, che fossero perfetti. E invece no, scivolano in continuazione, con la sola differenza che non c’è più il grande vecchio in giro.
Così, ora, gli arbitri vogliono guadagnare di più ed essere autonomi nella gestione delle palanche. La Federazione non ci sta e io tengo un sogno nel cassetto: il primo sciopero degli arbitri. Compagni dalle giacchette verdi pisello, perbacco, è giunta la vostra ora. Ribellatevi. Ribellatevi ai giocatori che vi urlano sul grugno, ai presidenti scarsamente interessati alla correttezza in campo ma solo al loro tornaconto, ai giornalisti che campano sulle moviole per mettervi alla gogna e, ad appena una settimana dal rientro di Pierluigi Collina, già millantavano “un netto miglioramento”. Ribellatevi, incrociate i fischietti. Se lo fate, ve lo giuro, vi do il “6” politico finché mi toccherà fare questo infame mestiere. Fate qualcosa di destra, visto che ormai i fischi vengono solo da lì.

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