Cioccolatini per Dragon Ball

Di Tempi
08 Marzo 2001
Ore 13.40: gruppo di studenti di architettura fermi davanti a un bar, mia figlia di 13 anni ed altri suoi compagni ed amici fermi su una poltrona.

Ore 13.40: gruppo di studenti di architettura fermi davanti a un bar, mia figlia di 13 anni ed altri suoi compagni ed amici fermi su una poltrona. Cosa succede? È semplice, va in onda il cartoon tormentone dell’anno: Dragon Ball. Un’amica mi chiede di cosa parla; vedendolo a pezzetti e a volte, sono riuscita a capire questo: Ci sono due che lottano: uno cerca di distruggere la terra, l’altro è il buono e cerca di salvarla e qui non ho ben capito cosa o chi cerchi di salvare visto che la terra è un ammasso di pietre e gli uomini sono tutti morti. Il cattivo non ha mai fattezze umane, quello del momento è rosa e demoniaco, ha trasformato tutti in cioccolatini e se li è mangiati, oppure li ha “assorbiti”. Poi c’è l’urlo disumano, mia figlia mi corregge: «non è un urlo, è “l’onda energetica”», comunque sia, chi più urla e più a lungo, è il più forte. Nel cielo c’è un pianeta, che poi è il paradiso, da cui i morti, che però possono tornare in vita, guardano cosa succede sulla terra. Cosa distingue questo cartone dagli altri visti finora? È sicuramente rivolto ad un pubblico sempre più adulto: un bambino di 5 anni si annoierà a vederlo perché non c’è una storia, ma lo vedrà sicuramente un ragazzo? Di 22. La struttura di Dragon Ball è più simile a un film anzi a una telenovela: tu vedi un episodio e, dopo 20 giorni, la puntata terminerà sempre così: «riuscirà il superbuono a salvare la terra?». E così sei costretto a vederlo il giorno dopo e dopo ancora. L’episodio del momento (il cattivo rosa, che si mangia i cioccolatini, contro i buoni) va avanti da più di un mese senza che, sostanzialmente, sia successo niente. Ora, sinceramente io non li proibisco, guardo questi cartoni (dalle Tartarughe ninja, a Mila e Shiro a Holly e Benji, all’attuale It), come si vede passare il cadavere sul fiume: passa e va (questo è il “vantaggio” dell’effimera tv). Anche se in questo cartone c’è un “incantamento” che si spezza solo se a tua figlia ogni tanto ordini: «spegni la tv o ti trasformo in un cioccolatino».

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.