CLASSISMO CIGIELLINO
Convegno del dipartimento Formazione ricerca e scuola della Cgil Lombardia. A tema l’obbligo scolastico e l’innalzamento del livello della conoscenza.
La relazione introduttiva tocca a Nando Di Lauro, membro del direttivo regionale. Che svolge un’accurata analisi degli effetti deleteri della scelta della Moratti di permettere l’assolvimento del diritto-dovere all’istruzione anche nel sistema della formazione professionale. E fra gli esempi addita il teppismo da stadio. Non direttamente, si capisce.
Fra mille cautele retoriche: «C’è da domandarsi se quella condizione che porta migliaia di giovani ad operare così come le cronache ci hanno descritto, non sia frutto di una sottocultura dell’immediato, che si accinge a essere sospinta e alimentata anche da un sistema di istruzione fortemente duale e socialmente iniquo». Chiaro il concetto? I bravi ragazzi escono solo dal liceo, la formazione produce teppisti. Con tanti saluti alla classe operaia e ai suoi valori.
Domandina facile facile: chi è classista?
Chi pensa che solo il latino e la filosofia formino un uomo, o chi crede che anche il lavoro sia un valore, e spende la vita per educare in laboratorio ragazzi che, per mille ragioni, in questo momento non vogliono sentir parlare di libri?
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