Clemente contro il Faraone

Di Rodolfo Casadei
07 Agosto 2003
Il vice-presidente della Camera on. Mastella (Udeur) aderisce all’appello per un partito della preferenza. E promette un’iniziativa trasversale a Telese a fine agosto

Presidente, a un anno dalle elezioni europee si fa un gran parlare di Lista Unica dell’Ulivo, lista unica del Ppe, liste bloccate, cioè senza possibilità per l’elettore di esprimere preferenze. Cosa ne pensa di tutta questa “semplificazione” della politica?
Le risponderò con una frase di Aldo Moro: «Come si fa a rendere semplici le cose che sono un po’ complicate?». La politica ha le sue regole, che non possono essere subordinate alla volontà di qualche faraone, faraoni che stanno sia di qua che di là. Per quanto mi riguarda, non accetto questa logica divinizzatrice. Credo che il sistema proporzionale così come è oggi sia la cosa migliore perché rispetta quel che è il paesaggio politico e sociale italiano. Non mi convince Berlusconi quando dice che oggi mandiamo in Europa i terzini anziché i centravanti; a parte il fatto che questo discorso è uno sgarbo a Maldini, il giocatore più rappresentativo del Milan, se si accetta la “lista bloccata”, i cittadini, che già adesso scelgono poco, saranno costretti a non scegliere più. Si fa finta di votare, e i partiti, specialmente alcuni, esercitano un massimo di monopolio.
Si dice che il voto di preferenza favorisce la corruzione, il voto di scambio, la politica fondata sulla ricchezza personale.
Ormai il sistema è tutto fondato sulla ricchezza: senza soldi non si fanno le campagne elettorali; siamo tornati ai primi del Novecento per quanto riguarda le opportunità di fare campagna. E non mi si dica che il maggioritario è una garanzia rispetto alla possibilità che ci siano persone inquinate. La garanzia dovrebbe stare nel fatto che le liste dipendono dalla volontà dei partiti: sono loro che fanno le liste, mica i candidati. Non è che uno arriva e si candida. Posto tutto questo, la possibilità, il gioco della preferenza dovrebbe essere un dato normale. è il maggioritario uninominale che pone problemi per gli aspetti che lei dice: mentre il proporzionale mitiga le asprezze, il maggioritario è devastante: o vinci o perdi, o muori o vivi. Maggioritario e liste bloccate insieme sarebbe la combinazione più deleteria. I partiti hanno certamente un compito: essere trasparenti, seri, irreprensibili; scegliere persone per bene. Dopodiché fra le persone per bene la gente deve poter scegliere.
Anche in altri paesi europei si andrà alle elezioni con liste bloccate. Sbagliano anche loro o ci sono realtà diverse rispetto alla situazione italiana?
Se è per questo ci sono anche paesi europei che riconoscono legalmente il matrimonio fra omosessuali, ma che vuole dire? Ogni paese ha la sua cultura, le sue caratteristiche: perché dobbiamo essere tutti uguali su tutto? Quando fa comodo si dice che dobbiamo fare riferimento all’Europa, quando non fa comodo non si parla dell’Europa. In realtà per le elezioni europee ci sono sistemi elettorali diversi nei vari paesi, non c’è un modello unico.
Si parla anche di “sbarramento di collegio”: che ne pensa?
La verità è che ci sono alcuni gruppi nei partiti più grossi del centro-destra e del centro-sinistra che hanno il desiderio di ammazzare le altre forze politiche con un criterio che è inammissibile in un sistema democratico. A questo desiderio, che trova riscontro sia a destra che a sinistra, se ne abbina un altro: quello di fregare il centro. Appena vengono rimossi gli ostacoli sul piano dell’opinione pubblica rispetto al centro, si cerca un nuovo modo per fregare il centro. Perché è ovvio che col nuovo sistema, ancor più se lo si trasportasse alle Politiche, si potrebbe ancora di più affondare il centro. Non so cosa questo accordo che comunque c’è fra Ds e Forza Italia con l’appendice della Margherita e un po’ di An a che cosa porti. Io mi batterò contro questa ipotesi e chiamerò a raccolta tutti quelli che la pensano come me. Quest’anno all’interno della Festa di Telese organizzeremo il 30 agosto una tavola rotonda a cui inviteremo tutti coloro che sono proporzionalisti. Il titolo dell’incontro sarà: «Proporzionalisti di tutto il mondo italiano unitevi».
Oltre a Mastella lei intravede in giro qualche altro Mosé per guidare la lotta di liberazione contro il Faraone?
Ce ne sono diversi. Alcuni hanno il coraggio di andare fino in fondo, altri invece hanno tiepidezze. Questo dipende dai temperamenti e da tante condizioni obiettive. Speriamo che ci siano tanti piccoli Mosè.
/b>Presidente, se nascesse un partito trasversale del voto di preferenza, lei aderirebbe?
Certamente sì.
E se questo partito non fosse trasversale, ma collocato tutto da una parte o tutto dall’altra?
Porrei una questione programmatica alla mia coalizione; altrimenti, siccome non è un problema di coscienza, voterei con chi la pensa come me su questo argomento.

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