
Clinton, il “Pardon Gate” e Tony Blair
Terry McAuliffe, consigliere politico e fund-raiser di Clinton nominato a capo del Comitato nazionale del Partito Democratico (il circolo politico più influente del Partito), avrebbe effettuato registrazioni video degli ultimi giorni di lavoro del presidente che potrebbero contenere rivelazioni importanti sulle controverse grazie concesse da Clinton durante l’ultimo periodo della sua amministrazione. Il caso (battezzato “Pardon-gate” in ossequio alla tradizione degli scandali presidenziali cominciati col “Watergate”) continua a occupare i media Usa. Questa settimana viene fuori che il fratello di Hillary, l’avvocato Hugh Rodham, è riuscito ad intascare 400mila dollari assicurando la grazia a due ricchi truffatori, uno spacciatore di droga e un uomo che vendeva erbe medicinali fasulle (per curare le calvizie). Questa storia irresistibile è costruita su personaggi di tal fatta. E alla tv non danno nulla che possa reggere il confronto. La cosa bella poi è che la vicenda non riguarda solo potenti funzionari di Washington, ma tocca anche il nuovo Senatore di New York e aspirante candidato alla Presidenza. Che questa settimana ha finalmente tenuto una conferenza stampa sul “Pardon-gate” ripetendo che “non ne sapeva nulla” per almeno 20 volte. Naturalmente nessuno, assolutamente nessuno, le ha creduto. Naturalmente, sotto tutta questa faccenda, si nasconde la domanda sul matrimonio di Clinton. Lui vive alla periferia di New York, o ad Harlem, o nella residenza di Washington, o tra tutti e in tutti questi luoghi (come Fidel Castro, che si dice non trascorra mai due notti di seguito nello stesso posto), mentre lei sembra vivere in ufficio come un dipendente pubblico consacrato al lavoro che ha rinunciato al suo stile da star di Hollywood. E per la prima volta appare indebolita l’opinione del popolo americano sul mandato presidenziale di Clinton. Naturalmente, a margine di queste vicende, la storia di “George W. Bush” appare emozionante come i fax spediti tra conventi dopo la nomina di una nuova Madre Generale che intendesse abbassare l’orlo dell’abito religioso delle suore. Anche Tony Blair, il Clinton britannico, dopo aver trascorso la notte con George W. a Camp David, lo ha giudicato “brillante”. Et tu, Tony!
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!