Col senno di Tremonti

Di Tempi
10 Novembre 2005
PERCHÉ NON È ACCADEMICA L'IPOTESI DI UNA GRANDE COALIZIONE

A Romano Prodi non è piaciuta forse perché è convinto che l’Italia non aspetti altro che vedere all’opera un bell’esecutivo di governo e di lotta. Eppure nella tanto criticata intervista a Repubblica con cui il ministro Giulio Tremonti ha prefigurato anche per l’Italia una Grande Coalizione sul modello di quella realizzata in Germania tra democristiani e socialdemocratici, c’è molto di più che una mera ipotesi accademica.
Se infatti la politica volesse finalmente prendere atto dell’emergenza economica, sociale e culturale che percorre Italia e l’intera Europa, capirebbe quanto è serio e assennato l’invito ad accantonare le beghe politicanti per dare al popolo un governo che goda del più ampio consenso politico. Certo, ci vuole coraggio per guardare oltre il proprio ombelico e portare insieme, destra e sinistra, il peso di quelle riforme di cui la società ha bisogno per difendere il futuro dalla minacciose nubi di implosione sociale e, Dio non voglia, di guerra civile che incombono sul Continente.

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