Colin Powell a Tempi: «Ahmadinejad imiti Gheddafi e rinunci alla bomba atomica»
Ci sono molte buone ragioni – politiche, morali e umanitarie – che sconsigliano un intervento armato, e forse anche solo un blitz aereo, contro l’Iran in procinto di dotarsi di capacità nucleari. Ma se ce n’è una totalmente sbagliata e tale anzi da incoraggiare i peggiori istinti della teocrazia di Teheran, è quella avanzata dal capo dell’Agenzia atomica dell’Onu (l’Aiea) Mohamed El Baradei. Secondo il diplomatico egiziano che ricevette il Nobel per la pace non per essere riuscito a evitare la guerra in Iraq, ma per essersi opposto all’intervento anglo-americano, non ci sono prove che l’Iran abbia un programma militare atomico e che esista materiale nucleare utilizzabile per armamenti. Più che rendere omaggio alla verità, Baradei appare preoccupato di mantenere la sua immagine vergine da ogni accusa di complicità con gli americani o gli israeliani nel caso che gli uni o gli altri attaccassero l’Iran sentendosi legittimati da documenti o dichiarazioni della Aiea. Una forma oltranzista di narcisismo che serve poco alla causa della pace, molto all’incoraggiamento del delirio di onnipotenza di Ahmadinejad. Più sagge le parole di Colin Powell, Segretario di Stato nella prima amministrazione di G.W. Bush. In una dichiarazione esclusiva al nostro settimanale l’ex capo di Stato maggiore interforze (al tempo di Bush senior presidente) ha detto: «Il possesso di armi atomiche non aumenta la sicurezza di un paese, per la semplice ragione che queste armi non possono essere usate in guerra. I paesi emergenti dovrebbero prendere esempio da Gheddafi, che ha rinunciato alle armi di distruzione di massa dicendo: “Abbiamo sprecato un sacco di soldi che avremmo potuto usare per lo sviluppo del paese, poi abbiamo capito che la nostra sicurezza non sarebbe aumentata di nulla”».
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