Come ai vecchi tempi dell’Urss

Di Jakov Krotov
18 Aprile 2002
Putin si incontra con il primo ministro italiano e dichiara che ci sarà un grande miglioramento delle relazioni con l’Italia

Putin si incontra con il primo ministro italiano e dichiara che ci sarà un grande miglioramento delle relazioni con l’Italia. Tali relazioni erano talmente scarse, che sarebbe stato difficile peggiorarle, e tuttavia la trombetta ha funzionato, e siamo riusciti a far insorgere contro di noi tutto lo Stivale. Tre giorni dopo l’incontro con Berlusconi, il 5 aprile, il sacerdote cattolico italiano Stefano Caprio se ne è andato per un breve viaggio fuori dalla Russia (dove vive, il tapino, già da 13 anni dei suoi 42), diretto in patria a Milano. E al controllo di frontiera dell’aeroporto di Sheremetjevo gli hanno confiscato il visto annuale. Quando in Italia hanno denunciato il fatto, e cominciato a chiedere spiegazioni, Sergej Ivanchenko, portavoce delle guardie di frontiera (per chi se lo ricorda, hanno l’ufficio alla Lubjanka, ingresso centrale), ha dichiarato che tutto era stato fatto secondo la legge, che la legge non obbliga a dare spiegazioni e che «lo Stato ha il diritto di decidere chi può entrare nel paese e chi no». Caprio, pensate, è stato inserito in una certa lista degli organi di sicurezza per attività incompatibile con lo status di religioso. Come sempre succede con i cekisti, tutto è stato fatto direttamente contro il buon senso. Padre Stefano Caprio è, purtroppo, uno dei pochi padri cattolici malati di russofilia, che ha imparato bene il russo, che aiutava già i nostri dissidenti ortodossi al tempo della stagnazione, che si è portato in Italia decine di sacerdoti ortodossi per fargli vedere come lavorano i loro colleghi in Italia. Per i malati di Nizhnij Novgorod e Mosca si è procurato medicinali e attrezzature per milioni (proprio milioni!) di dollari. Caprio aveva accompagnato in Italia il defunto padre Aleksandr Men’, quando gli arcipreti ortodossi gli sputavano addosso. E i cekisti l’hanno fatta, così come la fanno sempre. In un certo senso l’operazione di pulizia dai cattolici era iniziata già da un pezzo, avevano insegnato agli agenti a usare dei bei paroloni sui territori canonici, sulla difesa dell’Ucraina occidentale, sulla processione dello Spirito Santo. Ma al momento decisivo tutto ritorna al buon vecchio stile incasinato dei tempi sovietici. Nel caso di Caprio, tra l’altro, è già il secondo tentativo: la prima volta era stato arrestato a Mosca il 5 aprile del 2000, al tempo della radiosa alba putiniana. La mattina sulla rivista “Versija” avevano pubblicato un articolo di Andrej Soldatov, dove Caprio veniva accusato di spionaggio, e la sera il sacerdote sedeva già al chiuso di una cella. Quella volta, a onor del vero, fu subito rilasciato. La mossa attuale è più arguta: in effetti, arrestare senza prove è di cattivo gusto, ma di sottrarre un visto già rilasciato lo Stato ha il diritto. Perché allora non tutti gli Stati si avvalgono di questo diritto? Il fatto è che “lo Stato ha il diritto” è la corruzione dell’idea dello Stato di diritto. E sono tutti gli anni 90 che sentiamo il ritornello: lo Stato ha il diritto di questo, lo Stato ha il diritto di quell’altro, lo Stato ha il diritto di arruolare dei preti come delatori, ha il diritto di finanziare il cinema ortodosso, ha il diritto di bombardare qualunque città sul proprio territorio. E ora anche di mandare a quel paese chi gli pare, dove gli pare e quanto gli pare. Solo che non è così: lo Stato che si arroga il diritto è un delinquente legalizzato, è un elefante in una cristalleria, uno spillo dentro all’uovo, e non certo a quello pasquale o di cioccolato. Lo Stato che ha il diritto è una cosa che fa male, una cosa stupida e antiestetica. Il diritto dovrebbe essere nello Stato, e non viceversa. Così come il sacerdote Stefano Caprio dovrebbe stare in Russia, e non altrimenti: la Russia non sta nelle frontiere delle cartine, ma in ogni uomo che ama la Russia, e che è stato ingiustamente scacciato dalla Russia.

“Ezhenedjelnyj Zhurnal”, 15.04.2002 sintesi

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.