Come si dice (e si gestisce) “money” in arabo (Finanza coranica 2)
Come assicurare una remunerazione evitando la riba? La formula generale è quella di associare il finanziamento al rischio di impresa, le soluzioni concrete sono innumerevoli. La mud_raba, ad esempio, crea una società in accomandita tra il capitale della banca e il lavoro del cliente. Nella mush_raka nasce una società a responsabilità limitata in cui anche il cliente deve apportare una parte di capitale. La banca può poi acquistare un bene che interessa al cliente per rivenderglielo a un prezzo maggiore pagabile a termine (mur_baha) o a rate (bay’mu-aggal). Oppure può acquistare subito un bene da produrre, per pagarlo in futuro: salam se è l’equivalente di un credito agrario (il contadino che vende alla banca il proprio raccolto futuro); bay’al-istisn_, per credito industriale o artigianale. Il leasing si chiama ig_ra; il conto di investimento his_b_at; il fondo d’investimento amw_l. Come si vede, non è che le banche islamiche non trovino il modo di farsi pagare. Semplicemente, mascherano l’interesse associandosi col cliente nel rischio, o travestendolo da compravendita. L’unico vero istituto senza profitto, alla fine, è il qard hasan, il “mutuo benevolo” che il diritto islamico prevedeva originariamente per le persone bisognose, e che oggi si dà anche a imprese in difficoltà, o come cooperazione allo sviluppo. Ma anche lì c’è un utile, in termini di detrazione dalle imposte, secolari o religiose.
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