Come si sperpera un’eredità

Di Togni Paolo
17 Maggio 2007

Il territorio dell’Europa è congestionato, fitto di insediamenti che lasciano poco spazio alle aree naturali: una situazione aggravata dalla fase di ripresa economica seguita alla Seconda guerra mondiale. Con uno dei primi interventi ambientali, la Cee dispose allora che ogni significativo intervento sul territorio fosse preceduto da una verifica dell’impatto che avrebbe prodotto sull’ambiente. Con il recepimento di quella importante direttiva, anche nel nostro ordinamento giuridico fu inserita la Valutazione di impatto ambientale (Via).
Non vogliamo farne qui la storia, né raccontare come in determinati periodi quelle opere per le quali i progetti erano elaborati da determinati studi professionali godessero di iter approvativi facili e veloci: è roba di un passato per il quale è vicina la prescrizione. Nell’ultimo periodo le Commissioni Via (una speciale ed una ordinaria, competenti secondo il tipo di progetto; ambedue organi di consulenza dei ministri competenti) avevano svolto un lavoro egregio sia dal punto di vista dei tempi di lavoro, molto ridotti rispetto al passato, sia dal punto di vista della qualità dello stesso, certificata dalla vittoria del ministero in una serie impressionante di ricorsi. Tutto questo nonostante la qualità spesso pessima dei progetti presentati (Anas e Ferrovie, vi fischiano le orecchie?) ai quali erano stati rilasciati pareri positivi spesso condizionati al rispetto di numerose prescrizioni. E nonostante l’atteggiamento certo non collaborativo del direttore generale ingegner Agricola.
Poi è cambiato governo; il direttore si è trovato in difficoltà col nuovo ministro, del quale ha pensato di acquisire la benevolenza vuotando le commissioni dei tecnici che le costituivano (molti dei quali nominati da ministri di centrosinistra) per fare posto agli amicucci del ministro, i quali si caratterizzano per un impressionante assenteismo dal lavoro; e infine interessi di tipo diverso hanno preso la prevalenza sull’interesse a fare le cose.
Così, tra assenteismo, disinteresse e ignavia dei dirigenti, compiacenze verso il ministro, favoritismi per alcuni proponenti, bastoni tra le ruote dei tecnici competenti, e l’appropriazione indebita del ministero dell’Economia, che non gira al ministero dell’Ambiente i fondi versati dai privati per finanziare le istruttorie, un altro pezzo di Italia che funzionava bene è stato ridotto a brandelli dal governo Prodi. Allegri, comunque, ché il Partito democratico sta arrivando!

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