COME TI SFORNO UN TALENTO

Di Ferrari Anna
28 Ottobre 2004
Paola Mastroccola, "Una barca nel bosco", ed. Guanda, pp. 257, euro 14,50

Un fiume di vitalità, la voglia di credere alle cose, il desiderio di essere amato. Gaspare Torrente è così. «Mi piace essere pensato». Un ragazzo intelligente, un vero talento in latino. Figlio di un pescatore del Sud che lavora per lui, prosegue gli studi a Torino. La madre lavora, abitano presso una zia.
A scuola si trova di fronte all’indifferenza dei compagni, uno stile di vita dove prevalgono il calcolo e il soldo. Il ragazzo decide di omologarsi. Usa i soldi per vestire come i compagni, rinuncia ad essere il primo della classe. Porta dentro il padre. Si fa un amico, Furio, che ama i peluches e che frequenterà l’università in America. Gaspare apre un bar.
Poi comincia a mettere in casa piante, alberi di cui occuparsi. La cosa lo assorbe. Torna Furio e gli propone di trasformare in lavoro il “boscomondo”. Ristruttura e abbellisce la casa, le piante aumentano, la gente si interessa e vuole imitare. Gaspare ora è “l’inventore”. Ma gli alberi non saranno mai compiuti, continuano a crescere e cresce anche la trepidazione. Il libro termina col bellissimo sfogo col padre morto. Gli racconta tutto. Ma non vuole vendere la sua barca che gli ha lasciato. Le radici generano sofferenza e certezza. Questo romanzo, che ha vinto il premio Campiello, ci trafigge di umorismo e di amarezza.

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