Come uscire dai soliti incantesimi

Di Tempi
25 Gennaio 2007

Dopo la trilogia de Il signore degli anelli, nulla sarà più come prima a proposito del cinema di genere fantastico. Perciò quando è uscito Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l’armadio, subito ci si è cimentati nel vizio sublime del paragone. Che però francamente non ci appassiona. Come delude il tentativo di buttarla su altri registri, del tipo, occhio che questo è un film neocon, naturalmente intendendo con ciò un lungometraggio dal quale stare alla larga. Adesso che passa sul piccolo schermo, anziché perdersi nel dispiacere delle “letture”, dei piani diversi, dei rimandi obbligati, si invita a stare… al film. Possibilmente divertendosi. Arrendendosi al piacere di una bella avventura, non priva di momenti drammatici. E di molte situazioni altamente spettacolari. Ciò succede quando quattro fratelli, così per caso (forse…) arrivano nel mondo di Narnia. Un mondo parallelo ma con i problemi di sempre. Con le classiche lotte fra bene e male. Con il volto negativo che regge benissimo la parte di irriducibile. I protagonisti che stanno da quella giusta fanno i conti sino in fondo con la propria condizione di “precari in lotta”. Spalleggiati nella loro magnifica e immaginifica sfida all’incantesimo, dal leone Aslan, fedele al destino buono, sacrificio di sé compreso. Dal capolavoro di Lewis.リ

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