COM’ERA VERDE LA MIA VALLATA

Di Ferrari Anna
30 Settembre 2004
Gilbert Keith Chesterton, Una breve storia d’Inghilterra, ed. Rubbettino, pp. 175, euro 10

Pagine splendide, un po’ folli raccontano (1917) la formazione della nazione inglese. G.K.C. reclama per l’Inghilterra non radici anglosassoni, ma romane, da cui il cristianesimo. Nel Medio Evo la forza è il monachesimo, sostegno del popolo, salvezza del passato. Partite le legioni romane, nel IV secolo, le invasioni barbariche indeboliscono il cristianesimo. Siamo al feudalesimo, che arresta la cultura medioevale del gotico e della scolastica.
Le Crociate per gli europei sono la manifestazione più alta dello spirito e dell’arte di governo. Viene fondato il parlamento. L’aristocrazia guida la nazione. Lo scisma protestante dissolve le istituzioni popolari, le ricchezze vengono spartite fra ricchi. Con la regina Elisabetta, il popolo vince l’Invincibile Armata. Nella Guerra dei Trent’anni le nazioni si combattono, i soldati muoiono. L’orizzonte si apre: scoppia la rivoluzione francese, Wellington vince Napoleone. Le Trade Unions sono socialiste. Viene introdotto l’obbligo scolastico. La massa povera si deve riscoprire cristiana, restaurare la proprietà personale e la libertà della famiglia, con il coraggio e la virtù dei propri padri. Nessuno come Chaucer e Shakespeare è stato parte del mondo di cui ci parlano con questa pregnanza.

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