Comitato
Il “Comitato per la commemorazione dei martiri del movimento islamico mondiale”, un’organizzazione iraniana di nuova formazione, ha raccolto la disponibilità di centinaia di uomini, donne e minorenni a compiere missioni suicide in Irak e Israele. Ne dà notizia il quotidiano iraniano Kayhan all’indomani delle violente manifestazioni contro l’ambasciata britannica a Tehran il 21 e 23 maggio scorsi. Mohammad Yasser Samadi, un portavoce del movimento, spiega che scopo dell’iniziativa è «mostrare ai nostri amici in Irak e a tutti gli altri musulmani che siamo pronti a dare le nostre vite per difendere il nostro onore.
Le operazioni suicide sono il miglior modo per combattere gli oppressori e hanno già dimostrato la loro utilità in Libano e durante la guerra fra Iran e Irak».
Nel frattempo, fonti di intelligence hanno segnalato l’esistenza di una centrale operativa per la pianificazione di attentati contro le forze della coalizione in Irak a Bandar Khomeini, località iraniana a 50 km dalla frontiera con l’Irak. La struttura sarebbe capeggiata da Imad Mughniyeh, già responsabile delle operazioni speciali di Hezbollah libanese, mente degli attentati suicidi contro i militari americani e francesi a Beirut nel 1983 (cronologicamente i primi attentati jihadisti contro obiettivi occidentali).
La sua presenza in Iran era già stata segnalata all’inizio dell’anno a Khorramabad, cittadina nei pressi della frontiera con l’Irak dove i pasdaran (le Guardie della rivoluzione khomeinista) gestiscono una grande base di addestramento.
Dopo aver organizzato attacchi contro le forze britanniche nella regione di Bassora, i corpi di difesa civile e le nuove forze di polizia irakene, Mughniyeh sta ora preparando una grossa operazione contro le forze americane nelle città sante sciite di Najaf e Karbala.
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