Commedia all’italiana

Di Da Rold Gianluigi
01 Aprile 2004
Chi si ricorda di Nicola Bombacci?

Chi si ricorda di Nicola Bombacci? Data la “profondità” degli studi storici scolastici e il dilagare dei quiz televisivi, scommettiamo che pochi ricordino quel comunista ucciso come “fascista” a Dongo insieme ad altri gerarchi. Era un po’ patetico Bombacci, che pure ebbe un ruolo determinante nel massimalismo socialista, poi nel comunismo e nei rapporti tra Urss e Mussolini. In realtà Bombacci era famoso perché, da un palco del congresso di Livorno del 1921, puntò una pistola contro il capo del riformista Filippo Turati. A sinistra, soprattutto in Italia, finisce sempre così da oltre cento anni. Anche se imparagonabile, la contestazione a Piero Fassino, orchestrata dai “comunisti italiani” e attuata dai cosiddetti “disobbedienti”, è la replica di un canovaccio da “commedia all’italiana” che scredita le battaglie democratiche di sinistra. Sia per problemi della pace, sia per problemi della “linea”, sia per problemi del revisionismo storico, in Italia c’è sempre «qualcuno, più puro, che ti epura». Da un partito, da un’assemblea, da un corteo. Piero Fassino non si illuda però di assomigliare a Filippo Turati e qualche “disubbidiente” a Bombacci. Come diceva Carlo Marx, la storia si ripete probabilmente, ma soltanto in farsa.

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