Compagni di scuola

Di Justin Mc Leod
11 Marzo 2004
Gianni Mereghetti insegna in un liceo della bassa milanese. È un po’ filosofo e un po’ poeta

Gianni Mereghetti insegna in un liceo della bassa milanese. È un po’ filosofo e un po’ poeta. Forse non c’è molta differenza, dato che entrambi hanno a che fare con qualcosa che va scovato in fondo alla realtà. È con questo sguardo che ogni mattina entra in classe, ostinandosi a non lasciare fuori della porta la propria umanità e il desiderio di un po’ di bene nella vita, per sé e per quelli che incontra. Così gli avvenimenti di ogni giorno sono sottratti alla banalità distratta con cui li guarderemmo, e diventano occasione di incontro, di rapporto, di scoperta. Un anno in cattedra, uscito di recente per i tipi dell’editore Gabrieli (non è facilissimo trovarlo in libreria, meglio chiederlo direttamente all’autore, anche se lui si schermisce: gianni.mereghetti@libero.it), è il resoconto scorrevole di un anno vissuto così.
C’è la “sala insegnanti”, dove tutto è misurato col metro dell’ideologia; ma dove può capitare che un discorso prenda la piega della verità della vita e del proprio lavoro. Ci sono i collegi docenti sindacalizzati, dove si parla per ore senza costrutto dell’intero universo, finché a tarda ora, quando i più anelano solo al ritorno a casa, spunta un foglietto con la mozione, il testo, la decisione già pronta. Si tratta solo di votare. E il malcapitato che osa obiettare si becca i rimbrotti delle madri con la baby-sitter in scadenza. Ma c’è anche il collega appena arrivato che ti capita in casa una domenica pomeriggio, mentre stai beatamente guardando le partite, perché ha intravisto la possibilità di un’amicizia che vada un po’ più in là della cordialità formale.
Ci sono, soprattutto, i ragazzi. Che subiscono la scuola come una parentesi rassegnata, in attesa della vita che scorre fuori; ma aspettano solo uno che li guardi in faccia per quello che sono. E può perfino capitare che quel giovanotto di quarta C, bidonato dalla ragazza, scivolato per la delusione in un giro di spinelli, si rivolga al vecchio professore perché gli dia una mano a risalire la china.

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