Compagni, l’Unità vi prende in giro

Di Rodolfo Casadei
22 Gennaio 2004
La “televisione deficiente”

La “televisione deficiente” contro cui la signora Ciampi scagliò a suo tempo un’invettiva non è l’unica calamità che affligge i media italiani: ce n’è un’altra che si chiama “giornalismo deficiente”. La settimana scorsa un quotidiano ha sbaragliato la concorrenza in questa poco onorevole categoria guadagnandosi la palma d’oro della stupidità, insieme all’Oscar per il disprezzo dell’intelligenza dei lettori: l’Unità di Furio Colombo. Prendendo spunto dai dati del Censis sul contributo delle realtà territoriali alla ricchezza nazionale, sabato 17 gennaio u.s. l’Unità ha proposto ai suoi lettori due titoli che non si prestano ad equivoci: in taglio medio in prima pagina si leggeva “Roma batte Milano: rende di più, paga più tasse, è meno assistita”; a pagina 11 il titolo di testa a piena pagina insisteva ed irrideva: “Povero Bossi: Roma produce più di Milano”. I due titoli rappresentano spudorate manipolazioni della realtà sostanziale: il Prodotto interno lordo (Pil) romano in valore assoluto è superiore a quello milanese per la semplice ragione che la popolazione di Roma è il doppio di quella di Milano e la superficie entro i confini comunali romani è dieci volte quella milanese (confini stabiliti dal Duce, che volle che Roma fosse il Comune più esteso d’Europa fra le grandi città…). Se paragoniamo il Pil prodotto nell’area metropolitana di Milano con quello prodotto nell’area metropolitana di Roma, la bilancia pende dalla parte di Milano per 105,5 miliardi di euro contro 82,3. Se poi guardiamo al dato più paragonabile di tutti, il Pil pro capite, vediamo chiaramente come stanno le cose: con 43.800 euro contro 29.400, un milanese produce una volta e mezzo la ricchezza prodotta da un romano.
Chiaramente l’Unità non poteva occultare tutti questi dati: così si è ingegnata a scrivere i numeri del Pil pro capite in caratteri più piccoli, forse pensando che i suoi lettori si sarebbero limitati a scorrere i titoloni di prima e undicesima pagina, e a confondere quelli più pignoli con la prosa reticente e fumosa della redattrice, che riduce le puntualizzazioni del sindaco di Milano Gabriele Albertini ad una sola frase: «Il presunto primato di Roma è dovuto semplicemente a una diversa organizzazione territoriale»; e che spiega così il primato milanese nel reddito pro capite: «In sostanza, Milano produce meno di Roma ma guadagna molto di più» (!). A parte la totale insensatezza della frase, che non si sa se attribuire a ignoranza o a volontà mistificatoria, se c’è una realtà per cui si potrebbe spendere l’espressione “produce meno, ma guadagna di più”, quella è probabilmente Roma. Ha dichiarato il sindaco Albertini: «Nel Pil romano di solito viene calcolata anche la funzione pubblica, per cui se aumentano gli stipendi degli statali aumenta il Pil di Roma».

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