Complimenti all’Inter (e non è uno scherzo)

Compagni e amici onore al Fc (Football Club) Internazionale di Milano, che ha conquistato il suo quindicesimo scudetto. No, non vi sto prendendo per il culo, no, non sono reduce da una “pista” in corso Como. Quando ci vuole, ci vuole. L’Inter ha vinto il campionato e non conta che non ci fosse la Juventus o che ci fosse un Milan dimezzato. Chi c’è, c’è. L’Inter è über alles. Per me il calcio è una filosofia gnostica (che sua eminenza Scola mi perdoni): tutto si attorciglia su se stesso e finisce da dove è cominciato. A parte tutto l’ambaradan telefonico di Luciano Moggi e compari, sono convinto che la Juve avrebbe vinto lo stesso i suoi scudetti, come l’Inter ha vinto questo, sul campo, divorando gli avversari. Non mi piace il cicaleccio di quelli che trovano sempre qualcosa da ridire, non aderivo alla dietrologia prima e non posso certo cominciare a praticarla ora, accodandomi ai costumi di un popolo di mediocri. Per cui evviva l’Inter. Certo, poteva vincere mercoledì 18 aprile a San Siro. Mica per altro, ma mi è dispiaciuto perdermi la festa. La sciura Milly mi aveva sistemato tra Aldo, Giovanni e Giacomo ed Elisabetta Canalis, e già m’immaginavo le sue prepotenti scollature.
A proposito, complimenti a Moratti, ma io da grande voglio fare Silvio Berlusconi in villa con le cinque gnocche sulle ginocchia.

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