Con AF Intiglietta prova a rinnovare il mondo

«Sarebbe bello realizzare una fiera delle opere!». Con queste parole don Luigi Giussani, più di vent’anni fa, gettò il primo seme di quello che oggi è “AF – l’Artigiano in Fiera”, mostra mercato dedicata all’artigianato di tutto il mondo, giunta quest’anno alla sua decima edizione. La sensibilità di don Giussani verso tutta la realtà, il suo amore per il destino dell’uomo radicato fin nelle cose più concrete, come l’opera artigianale e il lavoro di ognuno, sono la base da cui io e i miei amici e collaboratori siamo partiti e ci siamo mossi in questi dieci anni. Senza di essa, senza questa educazione che abbiamo ricevuto da lui a trattare l’uomo in modo nuovo e profondamente più vero, tutto quello che è l’Artigiano in Fiera non esisterebbe e non sarebbe mai nato. Tengo a sottolineare questo aspetto fondamentale proprio quest’anno che è il decimo compleanno di Artigiano in Fiera, perché ancora adesso ciò che tiene insieme più di duemila artigiani provenienti da 94 paesi del mondo ed un pubblico di due milioni e mezzo di persone non è esclusivamente una questione di consumo e di mercato.
Non è solo un fattore economico la leva che da dieci anni tiene in piedi questa fiera. Anzi, tutt’altro. Basti pensare che fin dal 1996, primo anno in cui apparve AF, le manifestazioni fieristiche si andavano già specializzando in fiere di settore e avevano durata massima di quattro giorni. AF, al contrario, sfidò queste tendenze proponendosi come mostra mercato, aperta a tutti con ingresso gratuito e con ben nove giorni di apertura. Inoltre si collocò nel periodo pre-natalizio, che gli esperti giudicavano da sempre fieristicamente vuoto e inefficace. È dunque lecito chiederci le ragioni di un fenomeno come AF, per il quale artigiani dell’India e del Pakistan, in totale assenza di contributi da parte dei loro paesi d’origine, ogni anno si ripresentano a Milano per vendere i loro nuovi prodotti; una fiera per la quale nei paesi limitrofi a Milano si organizzano da parte di enti e associazioni gite per venire a visitarla, così come succedeva per la vecchia Fiera Campionaria di Milano. Come è possibile? La risposta è proprio in ciò che si diceva all’inizio, ed è l’unica ragione per cui ci diamo tanto da fare per rendere questo evento il più bello possibile: far sì che esso sia un momento di incontro reale tra la gente e i maestri artigiani, un evento che valorizzi e riaffermi la centralità dell’uomo sul lavoro e quindi la bellezza del prodotto artigianale, intreccio affascinante di ingegnosità e innovazione, di creatività e tradizione popolare.
Questa posizione originaria ha notevoli conseguenze. In un’epoca in cui si parla tanto, e spesso con preoccupazione, di multiculturalismo e di integrazione, durante AF, invece, convivono e si ritrovano insieme in un unico contesto nel cuore di Milano ebrei, cristiani e musulmani: è una globalizzazione nuova, che viene incontro all’uomo e al suo desiderio di sperimentare rapporti autentici. Grazie alla natura stessa della fiera, in quanto festa e luogo di incontro, essa diventa un ambito privilegiato per soddisfare tale desiderio. Così come era per la vecchia Fiera Campionaria, l’Artigiano in Fiera è un momento di tutti, è un evento che appartiene a tanti “io”, ognuno espressione di una storia e di una tradizione e quindi di un popolo. Ed è per questo che essa si può considerare (e ci piace farlo) la nuova campionaria del lavoro e delle piccole imprese. AF infatti non è solo acquisto. Non è un luogo pensato, per intenderci, come i centri commerciali che si riempiono ogni week-end di gente attratta dalla possibilità di consumo, in cui non “incontra” ma semplicemente “compra”. Al contrario Artigiano in Fiera nasce da un soggetto che si pone con una chiara identità e forte di una posizione originale sull’uomo e il suo lavoro, di cui sono resi partecipi espositori e visitatori. Per questo motivo non c’è confusione, ma tutto trova un suo contesto, il prodotto artigianale è profondamente valorizzato e si sperimenta una concreta solidarietà tra uomini.

Antonio Intiglietta, Milano
è una vita che conosciamo il compagno Intiglietta. Veniva con la valigetta in università e mortificò prima il lottacontinuismo degli anni 70 e poi lo yuppismo degli 80 a motivo del «tu sol, pensando, o Ideal sei vero!». Il quale lo ricompensò, suggerendogli un’impresa fieristica che ha dieci anni e già non ha eguali in Europa (e forse nel mondo). Perciò, sarebbe bello festeggiare l’Avvento in questo posto di popolo, di incontro e perciò di scambi commerciali, che è l’Artigiano in Fiera! Papa Benedetto XVI non ci ha appena detto che «L’Avvento è il tempo in cui occorre che i cristiani risveglino nel loro cuore la speranza di potere, con l’aiuto di Dio, rinnovare il mondo»?

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