Con il ricorso di Fioroni contro la Lombardia lo statalismo democristiano lancia un’Opa sul Pd

Di Cominelli Giovanni
04 Ottobre 2007

Il testo ufficiale del ricorso del ministro Giuseppe Fioroni alla Corte costituzionale contro la legge lombarda sul sistema educativo di istruzione non è ancora noto, mentre scriviamo. Lo è di più il tragitto politico che ha portato allo scontro frontale il ministro e il governatore Roberto Formigoni. Dopo lunghe trattative, nel corso delle quali Fioroni aveva chiesto e ottenuto dalla Regione di limare le punte più radicali, a suo parere, del testo, la legge venne approvata a luglio 2007 dal Consiglio regionale con l’astensione dei Ds e della Margherita. Il ministro si era impegnato a non ricorrere alla Corte. Che cosa lo spinge ora a forzare, a freddo, in direzione dello scontro, cui sono contrari Ds e Margherita lombardi?
Questo gesto tutto politico, che avviene a ridosso delle primarie del 14 ottobre del costituendo Partito democratico, si propone due obiettivi. In primo luogo, è un altolà verso le Regioni del Nord che fossero tentate di imitare Formigoni e una sconfessione degli orientamenti federalisti del Pd del Nord. Si riafferma con forza il centralismo amministrativo statale. Fioroni non ha mai nascosto la propria contrarietà al nuovo Titolo V della Costituzione, che affida alle Regioni la competenza per l’Istruzione professionale oltre che quella sulla Formazione professionale. Appare con ciò evidente che esiste un Partito democratico statalista e centralista del Centro-Sud e un Partito democratico federalista al Nord e che quest’ultimo conta assai poco nel definire gli indirizzi nazionali del Pd.
Il secondo motivo dello scontro ha a che fare con il sogno di Fioroni di fare il leader dei cattolici all’interno del Pd e nella società. La cultura politica che sorregge questo tentativo è quella statalista della Dc postdegasperiana, oggi alleata con la sinistra più radicale e con il sindacato: stato centralistico, spesa pubblica, economia di Stato, welfare assistenzialistico, dilatazione degli apparati statali e dei dipendenti pubblici. Donde il ritorno anticostituzionale dell’istruzione professionale allo Stato. Formigoni, viceversa, rappresenta in politica un movimento di cattolici ben radicati nella società, che hanno come valore-guida la sussidiarietà: alla persona, alla famiglia, alle associazioni socio-economiche e civili, alle comunità locali. Sono cattolici renitenti alla leva, alternativi al blocco storico dominante, ma capaci di unire tutti coloro, credenti e no, che mettono la persona e le sue libertà al primo posto.

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