Con la Spider alla riscoperta della storia

Di Fidanzati Ulisse
24 Agosto 2006
A bordo di una sportiva Alfa si parte dalla tonnara di Bonagia per Erice, Segesta e San Vito Lo Capo

La nuova Spider da un lato ricorda la gloriosa tradizione dell’ Alfa Romeo (dalla Giulietta Spider degli anni Cinquanta al Duetto degli anni Settanta e Ottanta) proponendo, proprio per tradizione, soluzioni d’ avanguardia nel campo della meccanica e dei propulsori. La nuova Spider è lunga 4 metri e 40, larga 1 metro e 83, alta 1 metro e 36. All’ interno, i tecnici dell’ Alfa hanno impiegato materiali pregiati adottando, di serie, contenuti di valore a seconda delle versioni: dal climatizzatore automatico bi-zona ai comandi della radio sul volante, dal Vdc al cruise control. La scelta motoristica è fra il 2.2 Jts da 185 cavalli o il 3.2 Jts da 260 cavalli che propone anche la trazione integrale Q4. Ma, prima o poi, per la Spider arriverà anche il 2.4 Multijet JtdM. Disegnata da Pininfarina, la Spider nasce dal pianale della Brera e si presenta come una due posti secca. La capote della Spider, comandata elettricamente, è in tela al contrario del tettuccio rigido che attualmente è generalizzato per le coupé-cabriolet: questa è la soluzione che lascia un’ ampia libertà stilistica nella parte posteriore.

DA BONAGIA. Il primo battesimo dell’Alfa Spider, motore 2.2 Jts, parte da Bonagia, sede dal 1600 fino a poco tempo fa di una rinomata tonnara, oggi albergo di lusso. Si pigia il pulsante dell’avviamento e il motore romba immediatamente. Teniamo su la capote oppure ce ne liberiamo? Un po’ e un po’, tanto in 25 secondi l’operazione è compiuta. C’è la borsa da riporre, per non portarsela dietro ogni volta che si scende dall’auto: la ospita uno spazio di stivaggio, con serratura, dietro ai sedili. Forziamo un po’ con le marce basse sulle curve che portano a Lido Valderice, la tenuta di strada è eccezionale.

VERSO ERICE. Si sale verso Erice, città-spettacolo che l’uomo ha costruito quasi tremila anni fa sulla cima, inaccessibile fino alla fine del secolo XIX, di una montagna alta 756 metri. Curve strette e tornanti, lo strapiombo continuo sulla destra della vettura offre uno scenario incomparabile del mare di Trapani. Erice ci accoglie e ci consente una prova d’eccezione: scendere con la Spider da una via a scalinata. Si sobbalza ma è divertente e le sospensioni sembrano non soffrire, anzi gioire. Nella sosta, guardiamo di nuovo la vettura parcheggiata: il frontale è il classico già disegnato per la Brera, lo scudo centrale Alfa è una sorta di gemma incastonata in una sequenza di linee che formano quasi un diadema.

A SEGESTA. C’è un tratto d’autostrada da percorrere, per arrivare a Segesta, possiamo azzardare una prova velocistica. Con la capote abbassata. Stiamo attenti a non superare i 170 orari, per salvare la patente limitando i danni alla contravvenzione, ma qualche volta in sorpasso il piede eccede e la Spider scatta in avanti, con prepotenza. Ci sono solo curvoni in autostrada, la vettura sembra correre sui binari. C’è la radio accesa, la si ascolta senza problemi: vento e fruscii sfuggono sui finestrini alzati. Ecco il tempio di Segesta, visto da lontano sembra una cartolina che arriva dal passato. Poi su, verso la città arroccata in cima alla montagna. Solo ruderi, intorno al teatro in parte restaurato. Il tempo si ferma d’incanto: la Spider si carica di storia. Ma non solo quella dell’Alfa.

ECCO SAN VITO LO CAPO. Si cambia auto e motore, si prende la 3.2 V6 con trazione integrale Q4: la coppia motrice, oltre 320 Nm, si può avere al 90 per cento già a 1.800 giri. Le sensazioni già forti diventeranno qualcosa di indescrivibile. Giù da Erice si marcia verso San Vito Lo Capo, la perla della Sicilia occidentale. La strada è stretta, ma il traffico è inesistente, le curve frequenti, lo scenario favoloso. Diamo gas, il tecnico aveva ragione. Il 2.2 è divertente, ma questo V6 è un’altra cosa. Arriviamo, in un baleno, sul vialone di San Vito. Inondata di sole.

Scheda Tecnica
DIMENSIONI: Lunghezza 4 metri e 40, larghezza 1 metro e 83, altezza 1 metro e 36.
POSTI: 2.
MOTORI: due soli propulsori, entrambi a benzina con iniezione diretta JTS: 3.2 V6 Q4 da 260 cavalli e 2.2 JTS da 185. Abbinati a cambi meccanici a sei marce.
PRESTAZIONI: 3.2 V6 (trazione 4×4): coppia max 322 Nm a 4500 giri, velocità massima 235 orari, accelerazione 0-100 in 7 secondi. 2.2 Jts: coppia max 230 Nm a 4500 giri, velocità max d217 orari e un’accelerazione 0-100 in 8″8.
DOTAZIONI di serie: Abs con correttore elettronico di frenata; controllore stabilità vettura; sistema antislittamento, clima bi-zona e Cruise Control (allestimento Exclusive).
optional: interni in pelle, cerchi in lega, radionavigatore.
PREZZI (chiavi in mano): 2.2 Jts (base) 35.800 euro; 2.2 Jts (Exclusive) 37.800 euro; 3.2 V6 Q4 (Exclusive) 45.800 euro.

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