Con le Europee, Fi faccia meno regali

Di The Silver Team
27 Febbraio 2003
Il tema della guerra sta coprendo tutto

Il tema della guerra sta coprendo tutto. E’ inevitabile ed è doveroso che sia così. Ma ciò non significa che non ci siano movimenti e nervosismi sullo scenario nazionale. Il parere di molti osservatori è che si tratti ben più che di nervosismi. S’ipotizza che, una volta tolta la coperta, ci si troverà di fronte a processi di scomposizione e riaggregazione ben più avanzati. Ma le previsioni sono veramente difficili e non potranno che fare i conti con la guerra e con il suo rapporto con l’opinione pubblica. Guerra sì o guerra no? Ora gli italiani sono a stragrande maggioranza contro la guerra, la pace è servita in tutte le salse ma i cuochi sanno bene che uno dei due sapori forti dell’intingolo è la paura. Questa stessa paura farà in modo che, una volta dichiarata la guerra, l’ago dell’opinione pubblica si sposti a favore: si picchi duro, presto e veloce, così da risolvere il problema. Ma ancora: se poi la guerra dovesse protrarsi, allargare i confini di spazio e di tempo, la stragrande maggioranza tornerà a favore della pace. Le azioni della politica nostrana non potranno che seguire aderendo alla curva. Intanto le battaglie annunciate e le scaramucce in atto su Rai e nelle varie elezioni locali ci dicono che ci ritroviamo di fronte alla solita vecchia Italia. Il primo dato politico accertato è che il sistema elettorale bipolare non è ancora stato digerito e che ognuno torna a curarsi della sua parrocchia. Anche perché, fra non molto, si affacceranno le elezioni europee, vale a dire il sondaggio elettorale più preciso che si conosca. Sulla scorta di tutte questa considerazioni ecco nel centrodestra la Lega giocare al ricatto, Alleanza nazionale applicarsi ad occupare caselle (il gioco che le riesce meglio) e Forza Italia ritrovare il suo ruolo nel mediare, regalare e accontentare i partner. Regala, regala, alla fine si ritroverà con le mani vuote e allora saranno dolori. Il secondo dato con cui fare i conti sono, appunto, i conti di casa nostra. Il discorso si era interrotto su una finanziaria che non aveva fatto gridare d’entusiasmo neanche gli elettori di centrodestra. La situazione è oggettivamente difficile. Il premier si muove indubitabilmente bene sullo scenario internazionale e, per sua fortuna, continua ad essere assistito dallo stellone nazionale. La sinistra aveva lavorato per due giorni consecutivi per limare virgole e punti e nel dibattito parlamentare sulla guerra si è immediatamente spaccata. A fronte di una sinistra divisa, il centrodestra fa fatica e arranca. Però tiene. Se gli avversari del premier sono Bertinotti e Cofferati, Berlusconi governa per altri 50 anni.

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