Concita scherza coi Santi
C’è il patologico politico rappresentato dal Premier. E c’è il patologico religioso rappresentato dal neo Santo, Escrivà De Balaguer. Per Repubblica non ci sono dubbi: molto male gli italiani che hanno scelto Berlusconi e deprecabile pure la decisione di Giovanni Paolo II di elevare agli altari il fondatore dell’Opus Dei. Quel giornale fa e disfa. Più disfa, però. Con Escrivà, poi, il tabloid dell’altro Fondatore (colui che traduce Dio con Io) si è superato affidando a Concita de Gregorio, di solito alle prese con girotondi e feste al Billionaire, un pezzo di colore spacciato per racconto. Il succo? Escrivà diventa prelato dedito soprattutto agli affari e i suoi seguaci, pellegrini nella circostanza, altrettanto disinvolti nell’uso denaro. Un popolo in doppiopetto, insomma. E Concita chiude da par suo la morale mettendo in mezzo il Ministro degli Esteri di Spagna, pure lei a Roma insieme a 300 mila anime vendute al business: «è un privilegio da banchieri ospitare Ana Palacio. è una dama davvero raffinata, non esce mai senza perle». Non è che c’è anche il giornalismo patologico?
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