Conflitto d’interessi. Lezioni Americane

Di Tempi
05 Settembre 2002
Michael Bloomberg, proprietario dell'80% dell'omonima società di comunicazione

Michael Bloomberg, proprietario dell’80% dell’omonima società di comunicazione (valore stimato 5 miliardi di dollari, un network televisivo e varie testate economiche), nel giugno 2001 annuncia a sorpresa la sua candidatura a sindaco della Grande Mela. Da sempre Democratico, si schiera con i Repubblicani e finanzia la campagna elettorale coi propri mezzi personali. Durante il confronto elettorale nessuno degli avversari dell’editore si è mai neppure sognato di gridare al “conflitto d’interessi”. Dopo la vittoria, lui stesso ha nominato quel “New York City Conflicts of Interest Board” che non ha rilevato alcun conflitto tra la carica di Sindaco e la sua posizione di magnate dell’informazione finanziaria. Bloomberg si è semplicemente dimesso dalle responsabilità operative, ma conserva pieni poteri sociali per vendita o acquisto di rami d’attività, partecipazioni, mercato finanziario. La vera garanzia sta nella trasparenza: la Bloomberg ha reso pubblica la lista delle 100 maggiori aziende con cui è in affari.

Mentre i “trotzko-moralisti” dell’Ulivo, col soccorso del professor Sartori, attaccano Berlusconi sul conflitto d’interessi (dopo essersene dimenticati durante i cinque lunghi anni di governo del centrosinistra), sulle pagine della stampa italiana torna il caso di Michael Bloomberg, il miliardario repubblicano fondatore di un impero dell’informazione economica che dopo aver vinto lo scorso novembre le elezioni a sindaco di New York, ha conservato senza alcuno scandalo le sue imprese (8mila dipendenti in tutto il mondo). Soltanto in quanto titolare di azioni appartenenti ad alcune società in rapporto d’affari con l’amministrazione e da lui gestite personalmente, Bloomberg è stato invitato ad affidarsi ad un “fondo cieco” (di cui avrebbe potuto scegliere personalmente i gestori, purché indipendenti), oppure a venderle – come il tycoon, per propria scelta, ha poi preferito fare. Evidentemente sull’altra sponda dell’Atlantico il diritto è cosa piuttosto seria e la legittimazione democratica conserva un qualche valore.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.