Coniugi sulla strada della santità

Si apre sabato prossimo a Tronzano (Vc), alla presenza dell’arcivescovo di Vercelli mons. Enrico Masseroni, il processo diocesano per la beatificazione dei coniugi Rosetta Franzi e Giovanni Gheddo, genitori del noto giornalista missionario padre Piero Gheddo (in foto). La vicenda umana e cristiana di questi due sposi è stata portata alla ribalta grazie alle doti comunicative del figlio, che l’ha raccontata in due libri di gradevole lettura: Il testamento del capitano (San Paolo 2002, pp. 210) e Questi santi genitori, (San Paolo 2005, pp. 184). Ad essi oggi si aggiunge il volumetto Rosetta e Giovanni Gheddo – Sposi secondo il cuore di Dio.
Il racconto della vita dei due servi di Dio è anche uno spaccato della storia della provincia italiana, umile e profondamente cattolica, della prima metà del Novecento. Rosetta è una maestra elementare catechista dell’Azione cattolica, che insegna gratuitamente agli adulti analfabeti e che muore per la polmonite e le conseguenze di un parto dicendo al marito: «Non preoccupatevi, è la fine. Io vado in Paradiso. Sia fatta la volontà di Dio». Giovanni è un geometra che fa da paciere nelle faide fra contadini per pochi metri di proprietà e non si fa pagare dai più poveri. Rimasto vedovo, decide di non risposarsi per l’amore che lo lega a Rosetta. Iscritto anche lui all’Azione cattolica e ostile al fascismo, viene mandato militare in Russia nonostante sia un vedovo quarantenne padre di tre figli. Muore durante la ritirata, per essersi attardato in un ospedale da campo in compagnia di feriti non trasportabili e moribondi.
Fino ad oggi nella storia della Chiesa una sola coppia di sposi è salita sugli altari: i coniugi Beltrame-Quattrocchi, beatificati da Giovanni Paolo II nell’ottobre del 2001.

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