Contro il vizio antinazionale
Scorrendo le agili pagine di questo libello (perché di libello, nel senso più nobile del termine, si tratta) si scopre che gli italiani vantano invidiabili primati e insospettate virtù in ogni campo dell’umano agire. Non solo negli ambiti in cui le nostre doti sono tradizionalmente riconosciute, dall’arte alla moda, dall’arrangiarsi alla cucina, ma anche in domìni che siamo abituati a considerare monopolio di paesi giudicati più avanzati. Nell’ambito della fisica nucleare o nella meccanica di precisione, nell’alta finanza o nell’architettura di avanguardia, non c’è settore di attività in cui gli italiani non solo sono stati dei precursori, ma reggono alla grande le sfide dell’era tecnologica. Perché dunque abbiamo fatto dell’autodenigrazione uno sport nazionale? Perché intellettuali e politici che hanno fatto l’Italia avevano (e hanno) a modello una certa immagine del mondo protestante. Ai loro occhi gli abitanti della Penisola presentano tutti i difetti dei popoli cattolici: sono «mafiosi, corrroti, disordinati, ritardatari, pressappochisti, sudici…» Mancano insomma di tutte quelle virtù civiche che fanno dei popoli nordici popoli ordinati e precisi (e per questooccorre “fare gli italiani”). È dunque dallo sguardo sprezzante di lorsignori che son nati i luoghi comuni sui vizi nazionali che ci troviamo cuciti addosso. Muovendosi abilmente tra storia e statistiche, Cammilleri mostra che si tratta pressoché inevitabilmente di stereotipi: si tratti di corruzione o di furti di auto, di delinquenza giovanile o di pulizia, usciamo dai confronti quasi sempre a testa alta e sovente dando dei punti ai più blasonati cugini anglosassoni o scandinavi. Uscito in sordina nel ’95, l’“Elogio” ricompare oggi, ancora più attuale nel dibattito in corso sull’“identità italiana”. E avverte che la formazione di una sana coscienza nazionale non può non passare da una rappacificazione con tutte le tradizioni culturali del Paese.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!