CORPORAZIONI
Visti da sinistra non si capisce come sia concepibile l’urlo di giubilo mostrato da l’Unità per l’avviso dell’agenzia di rating Standard & Poor’s. Non si capisce o meglio si comprende perfettamente che tale standing ovation ha ragioni puramente elettorali. Vi siete chiesti in questi giorni, cari direttori di Liberazione, l’Unità, il Manifesto e voi leader d’opposizione, che cosa sta a significare l’attacco sferrato contro il governo da Fazio, Montezemolo e dai vari poteri forti? Avete compreso cari compagni che quando l’Ocse e il governatore della Banca d’Italia parlano di riforme strutturali fanno riferimento ad una drastica riforma del sistema pensionistico e sanitario? Vi state rendendo conto che se Berlusconi cade e che se stiamo per immetterci in un cambio di fase, questo non è derivato dalla pressione per un’alternativa di società? Ha ragione il Prc quando sintetizza che oramai è chiaro e lampante che la grandi organizzazioni di potere stanno lavorando per sostituire Berlusconi con un governo neocentrista, liberista, moderato e ambiguamente concertativo. Ha perfettamente ragione, ma è inutile poi nascondersi dietro il volto di Follini per dire: ecco l’artefice. No! Sarà pur vero che anche antiche pulsioni democristiane, ora nel Polo, vagheggiano questo ritorno al passato, ma i veri promotori stanno altrove. Il vero pericolo risiede in quello stesso schieramento che vedrà centristi, riformisti e neocomunisti stringersi nella santa alleanza contro il demone. Lo scenario che sta per modellarsi non è quello di un altro mondo possibile, ma è del solito mondo corporativo, padronale, capitalburocratico e servile che ha governato l’Italia per mezzo secolo. Certo i nomi non sono più gli stessi, ma quelle facce mi sembra di averle già viste tutte! Visti da sinistra questa non era certo l’uscita auspicabile ma, del resto, era del tutto prevedibile che in assenza di un progetto, ritornassero a trionfare i vecchi meccanismi del politicamente corretto. Uno spettro si aggira per l’Italia: sempre la stessa vecchia classe dominante, sempre lo stesso “sistema” di potere.
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