Corradi&Meotti.

Di Tempi
26 Aprile 2007
Galante e frivola marchetta per due collaboratori di Tempi che han fatto carriera

Della giornalista di Avvenire Marina Corradi sappiamo quanto segue: ha una collezione di occhiali da sole (tutti identici) da far invidia a Lapo Elkann. Ne ha uno per ogni stagione, mese, giorno della settimana. Ha un fornito book di sue fototessera che mensilmente sottopone alla redazione di questo settimanale. Periodicamente ce la fa cambiare: di fronte, di profilo, con o senza ciuffo sbarazzino. Noi le perdoniamo la lieve vanità perché spesso ci invita la sera a cena (e come affetta lei il salame, non lo affetta nessuno). E poi sa fratturarsi le clavicole nelle maniere più disparate. L’ultima se l’è rotta rovinando a terra, mentre rimproverava il figlio che zigzagava in bici per le vie di Milano («Fa’ attenzione baluba, che ti fai male!»). Per quel che riguarda vicende più frivole, Marina ha appena vinto il premio giornalistico Saint-Vincent per la sua rubrica su Tempi, “Prima che venga notte” e lo ritirerà dalle mani del presidente Giorgio Napolitano. Del giornalista del Foglio e collaboratore di Tempi Giulio Meotti sappiamo che conosce più filosofi di un Cacciari. Fuma sigarette, ma solo a scrocco (e le scuse che s’inventa lui per pippare in compagnia, nemmeno un Amicone qualsiasi). è uno che dà del “tu” a Roger Scruton, ma anche al correttore di bozze del The New Zealand Shipping Gazette. Che abbia un futuro lo sa il maieuta Giuliano Ferrara, ma anche il direttore del Wall Street Journal che l’ha assoldato come editorialista. Ad entrambi i nostri più sinceri complimenti, nella speranza che continuino a collaborare con noi anche dopo questa galante marchetta.

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