Così Milano torna a essere «benefica e previdente»

Di Valenti Annalena
04 Ottobre 2007

Assolutamente da vedere (e leggere) la mostra che il Palazzo delle Stelline, a Milano, ospita fino al 27 ottobre, “La vita fragile”. Dipinti, ambienti, immagini che ricostruiscono la storia degli istituti milanesi Martinitt, Stelline e Pio Albergo Trivulzio tra il 1815 e il 1915. Conoscenza storica, memoria del passato, ma non solo. Insieme alle vicende che portano nel 1860 all’unione delle tre opere caritative (i Martinitt, orfanotrofio maschile fondato da san Gerolamo Emiliani, che deve il suo nome a san Martino; le Stelline, orfanotrofio femminile voluto da san Carlo Borromeo, dedito, come il primo, all’educazione e alla formazione professionale; il Pio Albergo Trivulzio, nato grazie al lascito di un nobile lombardo), emerge «un modello di welfare civico. che costituisce un patrimonio irrinunciabile e condiviso». Guardare e leggere la vita di orfani, “stelline” e “vecchioni”, e poi una galleria di ritratti di benefattori, «unica al mondo», scriveva Giovanni Testori, a ricordarci l’origine di «Milano benefica e previdente».

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