Così nel ’75 Bobbio sbertucciava il socialismo ciudadano di Zapatero

Compromesso e alternanza è un prezioso volume che raccoglie una decina di saggi pubblicati da Norberto Bobbio (foto) su MondOperaio tra il 1975 e il 1989. Democrazia, alternanza e libertà sono i temi che il professore torinese cercò di sviluppare in quel periodo storico. A più di trent’anni da quelle riflessioni, sembra però che nella sinistra il dibattito politico non abbia compiuto alcun passo in avanti. Il pensiero di Bobbio viene utilizzato tutt’al più come autorevole stampella concettuale, spesso usurpandone il significato, se non ribaltandolo del tutto. L’esempio lampante è rappresentato da José Luis Rodriguez Zapatero, il quale, qualche mese fa, nientemeno che dallo scranno parlamentare, ha invitato un esponente dell’opposizione a rileggersi il filosofo piemontese. Il premier spagnolo, per intenderci, è lo stesso fine stratega che ha affermato sicuro che «quando una forte maggioranza di cittadini dice qualcosa, quel qualcosa è giusto». Così, nel più aulico populismo, il governo spagnolo ha deciso di mettersi a legiferare sotto la dettatura della maggioranza, concedendo il matrimonio ai gay, il divorzio breve agli sposati, la provetta selvaggia agli eugenisti e così via.
Ma Bobbio era davvero su questa lunghezza d’onda? Così scriveva, nel 1975, in merito al contrasto tra il processo democratico e la società di massa: «La democrazia presuppone il libero e pieno sviluppo delle facoltà umane. L’effetto della massificazione è il conformismo generalizzato. L’indottrinamento tipico delle società di massa tende a reprimere il senso della responsabilità individuale. La propaganda bene organizzata tende a rendere sempre più piccolo lo spazio riservato alle scelte personali e razionali, alle convinzioni non fondate su emozioni momentanee o sull’imitazione passiva del comportamento altrui». Sarebbe ridicolo, nonché irrealistico, proseguiva il grande accademico italiano, «fare l’ipotesi di una società in cui tutti i cittadini adulti hanno il diritto di influenzare direttamente o indirettamente la formazione delle decisioni politiche». Presidente Zapatero, si rilegga Bobbio.

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