Così non parlò Prodi ad Al Jazeera

Di Tempi
27 Aprile 2006

C’azzeccava il quotidiano panarabo Al Hayat, all’indomani delle elezioni, titolando ‘L’Italia sceglie il calmo Prodi’. 24 ore e il calmo Prodi concedeva un’intervista alla tv satellitare Al Jazeera: un paio di ammiccamenti ad Hamas, peraltro subito smentiti in conferenza stampa (con l’aggiunta di un calmo «riprenderemo rapporti stretti con l’Iran!»), e subito scoppiava una bufera ribattezzata da Rep. ‘giallo diplomatico’. Il 13 aprile i palestinesi gongolavano (‘Il Governo Hamas elogia le dichiarazioni di Prodi’, Elaph), Israele s’innervosiva (‘Sembra che Israele abbia perso un amico’, Jerusalem Post), e mentre l’Italia risolveva il giallo immolando il classico capro espiatorio (il traduttore), il portavoce del Prof. reingarbugliava la matassa ripetendo tutte le cose che Prodi aveva, con calma, «più volte ribadito». Per liberare il calmo presidente dall’intrigo internazionale, abbiamo chiesto ad Al Jazeera l’intervista galeotta. Solo per scoprire, sbobinando e risbobinando, che il calmo professore in realtà non ha detto nulla di sconvolgente. Anche perché non ha detto nulla. Proponiamo di seguito i passaggi più hot, che danno la temperatura del tutto.
Sui toni della campagna elettorale: «Ma cosa fa lei durante i bombardamenti? Non si mette al riparo? Questa è stata una campagna che è stata un bombardamento a tappeto».
Sulla guerra in Irak: «Io sono sempre stato contro la guerra. (.) E a questo punto la mia politica, la nostra politica, è semplicemente una coerente politica».
Sul rapporto con gli americani: «Ho una priorità assoluta, ripeto assoluta, nell’avere un Mediterraneo pacificato. un Mediterraneo aperto. un Mediterraneo con scambi culturali. con i ragazzi che frequentano le stesse università. Noi siamo un paese mediterraneo, e questa è la realtà dell’Italia!».
Sulla vittoria di Hamas: «Le elezioni sono elezioni, e sono elezioni. E su questo, è sempre stata la mia linea. (.) Qui io mi attengo però a una decisione della Commissione europea, a quanto ha detto Solana recentemente, di avere un colloquio, un discorso su alcuni problemi fondamentali che sono di metodo, no? La violenza, l’accettazione dei passati accordi che sono estremamente importanti. Questa è la mia posizione. Poi è chiaro che adesso entrerò nel gioco europeo in modo attivo e vediamo la posizione poi che si delinea nel futuro; d’altra parte ci sono state anche delle aperture da parte di Hamas e a queste stiamo estremamente attenti. (.) Perché io ho sempre detto che il problema palestinese è la madre di tutti i problemi, e quindi dobbiamo metterci energia, cuore nel risolverlo, no? Lei non mi troverà mai con un atteggiamento freddo, distaccato di fronte alla Palestina, perché se noi non risolviamo quel problema, noi non avremo mai la pace e la cooperazione. Mai! Mai!».
Sul dialogo Europa-paesi arabi: «Guardi, io sono sempre onesto e concreto: l’Unione Europea divisa non può fare niente».
Sugli immigrati nei lager Cpt: «Ma scusate, un momento di identificazione del clandestino che arriva bisognerà pure averlo, eh?».
Sulla lealtà della partita elettorale: «Mah, io sono sempre stato rimproverato di aver giocato troppo lealmente. Ho fatto la campagna elettorale in cui posso mantenere ogni cosa che ho detto».
Testo raccolto da Caterina Giojelli

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.