Cosa dissero i Lincei

Di Tempi
17 Luglio 2003
Le conclusioni del rapporto “Bioteconologie vegetali: benefici e rischi delle varietà Ogm”, a cura della Commissione mista delle Accademie nazionali dei Lincei e delle Scienze

Le conclusioni del rapporto “Bioteconologie vegetali: benefici e rischi delle varietà Ogm”, a cura della Commissione mista delle Accademie nazionali dei Lincei e delle Scienze (maggio 2003).
«La Commissione giunge pertanto alle seguenti conclusioni:
Nessuno è stato finora in grado, pur utilizzando le tecniche più avanzate, di dimostrare la dannosità alimentare degli Ogm e modificazioni rilevanti ad ecosistemi da loro causate.
L’analisi dei benefici e dei rischi deve continuare intensamente, sia per gli Ogm che per le varietà vegetali convenzionali, e caso per caso, al fine di proporre opportuni interventi, informare l’opinione pubblica e fornire all’autorità politica motivati giudizi scientifici e tecnici.
In considerazione della insostenibilità di alcune forme di agricoltura e della multifunzionalità che l’agricoltura esplica, la ricerca per ottenere piante che assicurino produzioni quantitativamente sostenibili, qualitativamente migliori e compatibili con l’ambiente, è da considerarsi positiva, ed è auspicabile che prosegua con rinnovato rigore.
Gli sviluppi recenti delle scienze della vita dimostrano che la ricerca scientifica e tecnologica, e quindi anche lo studio degli Ogm in relazione alla salute ed al benessere dell’uomo ed alla tutela e valorizzazione dell’ambiente, sono fattori sostanziali per il progresso pacifico e governato del genere umano.
La fame nel mondo, come la povertà, non è solo una questione di produzione del cibo, ma è anche, e soprattutto, un problema politico, nazionale e globale, di programmazione, di sviluppo agricolo e territoriale, di progresso economico e sociale, di occupazione, di formazione professionale, di capacità tecniche e scientifiche, di equità negli scambi commerciali internazionali. La produzione di Ogm può offrire un valido contributo, anche se non può affrontare da sola le cause delle crisi alimentari e dell’indigenza di vasti strati della popolazione mondiale.
Gli investimenti pubblici nella scienza, che debbono ritornare ad essere vigorosi, prevalenti e determinanti in ogni campo di studio e di ricerca, nel settore delle biotecnologie vegetali devono urgentemente essere tali da consentire, oltre al riconoscimento giuridico dell’opera dell’ingegno, il perfezionamento delle metodologie di produzione, di sperimentazione, di valutazione, di controllo e di sicurezza d’uso degli Ogm. Infatti, considerata la complessità delle società moderne, i problemi che le stesse devono affrontare non si risolvono riducendo la ricerca, ma potenziandola».

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