A cosa servono davvero i quotidiani d’estate

Di Valenti Annalena
26 Luglio 2007

Gli attuali dieci bambini del popolo di Marinedda hanno deciso di fare un vulcano in spiaggia. La sabbia, perfetta per queste opere di ingegneria o per costruire castelli, sculture di granchi e donne nude, dipende dall’estro e dal bambino, è finissima e bianca. Costruiscono la montagna, i tunnel, il foro in alto, così divertente e impegnativo è il lavoro che si dimenticano persino di fare il bagno. Arrivato il momento clou dell’accensione, i rametti ci sono, manca la carta, ovvero i quotidiani del giorno. Il Foglio non va bene, la mamma non l’ha ancora letto ed è troppo corposo sia per la testa sia come carta. La Gazzetta nemmeno, tutti i maschi si ribellano. Rimane il Corsera e tutti, dopo aver letto le previsioni del tempo (finalmente arriverà il caldo torrido che ci annunciano da mesi e potremo forse metter via i maglioni) e l’ennesimo articolo di Melloni che cerca di dare lezioni, queste sì da “rottamare”, alla santa Chiesa cattolica, approvano all’unanimità. Che serva almeno ad accendere il fuoco.

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