COSA VI DICEVAMO? FORMIGONI DOCET

Di Luigi Amicone
07 Aprile 2005
DOPO LO TSUNAMI DELLE REGIONALI LA CDL SEGUA IL MODELLO LOMBARDO

La Casa delle Libertà ha preso una batosta. Chi lo nega non ci fa, ci è. Prenderne atto significa riflettere su alcune cose. Primo: il matrimonio tra l’immagine sorridente e la negazione della realtà – siamo forti, va tutto bene, perderemo qualcosina perché l’economia non va, eccetera – è andare a nozze con i fichi secchi, perché la realtà è più testarda di te. Secondo: se non si riesce a intercettare il desiderio di realtà, identità, orgoglio di appartenenza che sono emersi dentro vicende gravi ed eccezionali (l’incontro tra tanti laici e cattolici in materia di guerre culturali, la passione non zapateriana di un Papa e della sua Chiesa, il sacrificio dei militari italiani nella ricostruzione dell’Irak) significa che qualcosa non funziona, non è in connessione, è altrove, là in alto rispetto al paese reale. Terzo: ponetevi la domanda voi di Corte e di Palazzo, secondo voi perché in Lombardia Formigoni rivince e rivince alla grande nonostante sia al terzo mandato e Forza Italia implode? Perché Formigoni rappresenta una identità chiara, una squadra che lavora, un politico che non si affida alla sola immagine e che, soprattutto, è espressione di un popolo. Terza osservazione. L’opposizione fa bene a cantare vittoria, ci mancherebbe. Ma rifletta: vittoria espressione di quale politica e di quale unità? Nell’indiscutibile successo del centro-sinistra a noi pare ci sia più la miopia del centro-destra che il merito dell’Unione. Più la frustrazione di cittadini delusi, che il consenso intorno a una politica. Più barricate conservatrici e corporative, che forze di progresso. Cos’è infatti che unisce l’Unione? Cos’è che tiene insieme Margherita e Rifondazione? Cos’è che c’è tra Bertinotti e Prodi, tra Lusetti e Vendola, tra Rutelli e Cossutta? C’è, unicamente, un progetto di potere, si ricordi la profezia delnociana, «è effettivamente ipotizzabile una sorta di neoclericalismo, in cui confluiscano cattolici senza fede e comunisti senza fede; la mancanza di fede servendo da cemento».

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