Creazionismo, leggere riviste darwiniste per credere
Come è difficile sostenere la speranza degli uomini. Un uomo, con un gruppo di amici, ha tentato di rispondere al bisogno urgente di lavoro che c’è. Ma in Italia, figuriamoci in Calabria, i figli migliori vengono emarginati, vengono addirittura inquisiti e processati direttamente su giornali e televisioni. Il problema è il solito, nessuno ama il proprio lavoro per quello che è. Antonio Saladino è ipermetrope, vede troppo lontano, così non viene capito, forse nemmeno da chi affida a Obiettivo Lavoro, agenzia di lavoro interinale, la sorveglianza idraulica dei fiumi, salvando addirittura il di dietro della Regione Calabria per la sciagura di Soverato, dove muoiono delle persone, ma per fortuna i sorveglianti avevano denunciato il rischio! (.) Povera Calabria, ancora una volta senza parole, non sa a che santo votarsi, i ragazzi vanno in piazza solo perché così non vanno a scuola e rimangono nel limbo a vivacchiare con la pensione della nonna. Bella prospettiva. La piazza grida sempre “Viva!” a chi vince, e dimentica facilmente il bene ricevuto.
Caterina Filardo via internet
Scommettiamo che De Magistris, al prossimo giro elettorale, dopo la gita a Bruxelles in compagnia di Grillo e Travaglio, «a chiedere giustizia per gli allevatori sardi» – l’ho letta sulla Nuova Sardegna di sabato 10 novembre, ma non era l’eroe di Calabria, chillo? – andrà a Roma a fare compagnia a Di Pietro e D’Ambrosio? La mi baci il Saladino.
Memorabile l’incipit su Repubblica del coccodrillo di Bocca per Biagi: «L’incontro tra noi giornalisti piemontesi di scuola einaudiana e gobettiana avvenne a Bologna al processo Grandi e al bandito Casaroli». Basandoci sui requisiti (giornalista, piemontese, einaudiano, gobettiano, a Bologna durante processo in questione) è probabile che gli individui corrispondenti a questo profilo fossero al massimo uno virgola due, ma soprattutto: trattandosi di piemontesi, non veniva più comoda Vercelli?
Mattia Spanò Milano
Non siamo d’accordo. Anzi. A parte lo sbigottimento per il randello antiberlusconiano agitato a cadavere ancora caldo, troviamo che, tra tanto profluvio di retorica aziendale, l’articolo di Giorgio Bocca abbia spiccato per compostezza e sobrietà. Vorremmo essere stati capaci noi di scrivere quel bel coccodrillo. Purtroppo, anche con il buon piemontese non siamo d’accordo. Tant’è che confidiamo nel ritaglio e messa in cornice della corrispondenza tra don Gianni e l’Elefantino apparsa sul Foglio rosa lunedì 12 novembre.
Complimenti per i vostri servizi sul tema delicato della ragione di fronte alla creazione e all’evoluzione. Noto che si sono fatti molto frequenti. Ritengo che sia un tema fondamentale per tutti, in particolare per le giovani generazioni che non meritano di crescere sotto la cappa asfissiante del darwinismo dogmatico, che esclude a priori ogni finalità e ogni causalità in biologia, sottraendo senso ad ogni cosa.
Umberto Fasol Verona
E poi si lamentano se a furia di sottrarre senso rimangono solo i sensi biologici che là eliminano il ragazzino che reputano inferiore, qua scannano la ragazzina che non ci sta all’orgetta.
Non vi pare di stare esagerando negli ultimi Tempi? Qualche volgarità di troppo è purtroppo sempre stata presente qua e là, ma ora è un po’ eccessivo porre la Kidman come esempio di presunta fedeltà alla Chiesa (vedi le pagg. 10-11 del nr. 44), vista la produzione non proprio casta che l’ha fatta conoscere., oppure riportare le edificanti frasi della Bellucci per poi ricamarci su cosa “tira” o no. per restare sempre sul nr. 44. E avrei tanti altri esempi che sicuramente avrà presente meglio di me. Ma a cosa guardate? Non vorrei, e così altri miei amici (tra cui un noto seminario che per tali motivi non ha più rinnovato l’abbonamento nonostante Voi continuiate a inviare la rivista), che il vostro settimanale prendesse una tale deriva da non renderlo più adatto a tutti, soprattutto ai giovani ma anche agli adulti che di volgarità e di cattivi esempi ne hanno fin sopra i capelli. Fateci respirare un’aria più pulita, altrimenti saremo costretti a rivolgerci a una stampa più Vera.
Fabrizio Bianchi Varese
Poffarbacco, guardando le sue rimostranze ci sconfinferano un paio di pensierini. Il primo: può anche essere che il nostro vocabolario non attinga al dizionario del buon seminarista e che talora esso scada in eccessi verbali. Ma me lo lasci dire, queste sono pinzillacchere – cito il biografo di Peguy – cioè cose che «Tucidide, in privato, chiamava “cazzate”; in greco: men che niente» (Jean Bastaire, Il Non-cristiano, Jaca Book, Milano 1994). Secondo, solo la banalità è sempre volgare, anche se, come dimostra un chierico prestato alla presidenza del Consiglio, adopra un vocabolario badiale e adatto alla beghina. Quanto alla bella signora Kidman, ci vuole un bello sprezzo del pericolo per fare le bucce a una sua dichiarazione anticonformistica, e perciò tanto più apprezzabile, di stima per la Chiesa cattolica. Che poi la signora faccia film discutibili, bè, questo è un problema che esula dalla presente trattazione. Infine, parlando di cose che ‘l tacer è bello, non mi sembra onesto annoverarci tra gli editor che inquinano l’aria pulita e la vita dei seminari. Però posso sbagliarmi. Sa, io non ho in mazzetta Cronaca Vera.
Leggo da molto tempo la vostra rivista e la sto diffondendo ad amici e conoscenti (il venerdì passo dall’edicolante e ritiro tutte le copie in allegato al Giornale). Sono presidente di una Associazione Culturale, “Fra terra e cielo”, con sede ad Eraclea (vi invito a visitare il sito: www.fraterraecielo.it). È possibile “linkare” la vostra rivista sul nostro sito per promuoverne la diffusione? È possibile avere copie omaggio per una serata per poterla diffondere tra soci e i visitor? È possibile organizzare una serata a tema con lei, direttore?
Andrea Babbo Eraclea (Ve)
Siamo qui per dare soddisfazione ai nostri tifosi. Che altro, sennò?
Ok su tutta la linea e molte, molte, molte grazie.
Sono abbonata alla rivista Le scienze, che da sempre è favorevole al “caso-evoluzione”. Ho letto migliaia di volte la frase «l’evoluzione ha prodotto.». E purtroppo mi ritrovo sempre più creazionista convinta. Un esempio: l’autore di “Creazione senza creatore” parla dell’occhio. A suo dire «non è poi tanto complesso, e basta leggere un libro di biologia per capire come si è fatto». Ma che spiegazione è dire che si è arrivati all’occhio perfezionamento dopo perfezionamento? Dobbiamo cioè pensare a occhi senza cristallino o a occhi con pressione eccessiva o scarsa? Sono esistiti animali che camminavano sbattendo contro gli alberi o le rocce? Animali senza fegato, con un cuore dimentico di collegarsi a vene e arterie? Mi scuso, ma mi sembrano spiegazioni ridicole. Anch’io non credo nel “disegno intelligente”. Ma solo perché dire “intelligente” è troppo poco. I più grandi geni dell’umanità sono ben lontani dal saper progettare anche solo una mosca.
Rebecca Busti via internet
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