«Criminale» chi abusa del pronto soccorso, TPS da primissimo a secondino del governo

´ «L’idea del panino è stata di Clemente Mimun», dice Giorgio Bocca sull’Espresso (3 ottobre).
In realtà è stata di Roberto Zaccaria, presidente Rai poi senatore dell’Ulivo. E l’idea del bicchierozzo prima dell’articolo a chi è venuta?
´ «È un tiepido week-end del 2004. Nelle foto tutti sudano e sorridono felici, al grande blitz del 19 settembre mancano ancora più di due anni. I vertici della Sicurezza Telecom, un esercito privato di 500 uomini, si sentono una squadra», dicono Peter Gomez, Vittorio Malaguti e Leo Sisti all’Espresso (29 settembre).
Milioni e milioni di foto degli uomini della Sicurezza Telecom in gita pubblicate dal settimanale debenedettiano. Anche Giulano Tavaroli era fidanzato con Stefania Ariosto?
´ «Mi pare che la vituperata macelleria sociale si riduce a tirare il collo ad un pollo al mese», dice Eugenio Scalfari su Repubblica (2 ottobre) .
Non è tanto in astratto. Ma se il pollo sei tu, t’incazzi moltissimo.
´ «Questa è soltanto una rapina», dice Andrea Pininfarina alla Repubblica commentando la Finanziaria 2007 (2 ottobre).
La rapina è un furto con violenza ma è anche un piccolo esemplare di nota pianta erbacea. Se chi ti rapina (ti deruba con violenza) lo hai armato tu, diventi irrimediabilmente una testina di rapina (piccolo esemplare di pianta erbacea).
´ «In queste settimane io ho parlato soprattutto con il Paese», dice Tommaso Padoa-Schioppa alla Stampa (2 ottobre).
Soprattutto. Via e-mail?
´ «No, non è la finanziaria di Rifondazione», dice Stefano Bocconetti su Liberazione (4 ottobre).
Un caso in cui la gallina che non canta ha fatto l’uovo.
´ «Ma io ho creato un mostro! Questo è un partito senza anima», dice Antonio Di Pietro al Corriere della Sera (5 ottobre).
Da quando ha sentito parlare di questa vecchia idea di creare le cose a propria immagine e somiglianza, Di Pietro si è montato la testa.
´ «La politica degli editori verso i giornalisti, qui a casa nostra, rivela (senza sangue e violenza, certo) la stessa ansia di normalizzare e conformare che sta dietro all’omicidio di Mosca», dice Astrit Dakli sul Manifesto (8 ottobre).
Cari vecchi comunisti, è come un istinto per loro: se non possono elogiare la Russia, cercano almeno di equipararne le magagne alle nostre.
´ «Siete mai stati in un pronto soccorso? È uno dei posti più tristi da visitare ma oggi se ne fa un abuso criminoso», dice Tommaso Padoa-Schioppa al Corriere della Sera (8 ottobre).
TPS non sa fare altro che dare del criminale a chi va troppo al pronto soccorso, dei mafiosi a quelli del Nord-Est e così via. Doveva essere il primissimo del governo, e invece ne è solo un secondino.
´ «La sbornia maligna e sistematica è la piaga dell’università americana», dice Beppe Severgnini sul Corriere della Sera (5 ottobre).
Anche di certo giornalismo italiano.
´ «Non puoi farti nuovi ‘vecchi amici’», dice Adam Sisman su Seven (1 ottobre).
Questo è uno dei problemi del futuro Partito democratico in Italia.
´ «Un politico che non si commuova, non si arrabbi e non si lasci trasportare dalle emozioni, è meglio che se ne torni a casa», dice Mariotto Segni al Corriere della Sera (2 ottobre).
E se è già a casa, può commuoversi lo stesso?
´ «Abbiamo la sensazione, noi imprenditori, che la demagogia abbia preso un po’ troppo spazio», dice Luca Cordero di Montezemolo a Liberazione (3 ottobre).
Scossi i biondi boccoli, la bella addormentata nel bosco pare svegliarsi. Il rospo TPS l’ha baciata.
´ «Stabilito chi siamo e dove vogliamo portare l’Italia sapremo decidere certamente dove sederci al Parlamento europeo», dice Arturo Parisi a Repubblica (3 ottobre).
Chi siamo? Dove portiamo? Dove ci sediamo? Il Partito democratico tra Eugenio Montale e Woody Allen.
´ «La costituzione dell’Ulivo, mai pensato – fin dalle sue origini – come semplice alleanza elettorale, ma come ‘soggetto politico in divenire’ che via via, per tappe successive, fosse capace di far incontrare le diverse culture riformiste italiane», dice Piero Fassino su Repubblica (4 ottobre).
Via via, per tappe successive, in divenire: il ritmo della prosa fassiniana è sostanzialmente masturbatorio?

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