Crisi di copia

Di Addis Piero
17 Maggio 2001
Due mani dietro le sbarre

Due mani dietro le sbarre. Al polso una copia di un orologio. «In galera perché copiare nuoce alla libertà». Non si vede tutti i giorni una campagna così. Così forte e diretta. A firmarla è Panerai, laboratorio di idee, inventore di orologi. E cita persino il codice civile (articolo 2598) nell’annuncio comparso questi giorni sui quotidiani. «Più vile di un falso, una copia offende il diritto d’autore e la creatività». Come la mette giù dura questo orologiaio: se i tribunali applicassero alla lettera l’articolo del codice civile menzionato le carceri si popolerebbero di pubblicitari, fotografi, scrittori, cantanti, stilisti, architetti, creatori di software, studenti. E forse anche di quelli che fanno le fotocopie. Per non parlare dei protagonisti della storia dell’arte, piena di copioni. Mi sembra un tantino esagerata la mozione di Panerai. Copiare è un’arte. Certo bisogna saperlo fare. E Mohamed, che a pochi passi dalle sontuose vetrine di Gucci vende su un tappetino le stesse cose ad un quinto lo fa benissimo. E io ci guadagno anche il biglietto del tram. Speriamo che non me lo portino via in manette.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.