Crisi tedesca

Di Galietti Francesco
23 Ottobre 2003
Nonostante goda il sostegno di tutta la grande stampa tedesca, dopo la faticosa approvazione al Bundestag

Nonostante goda il sostegno di tutta la grande stampa tedesca, dopo la faticosa approvazione al Bundestag del pacchetto delle Hartzreformen (dal nome dell’uomo d’affari Volkswagen cooptato dal Cancelliere per portare a termine le riforme strutturali), per il governo rosso-verde di Gerhard Schroeder è arrivato uno dei momenti più difficili della sua travagliata vita politica. Infatti, sebbene in Italia la notizia sia passata sotto silenzio, alla Laenderkammer (la camera delle Regioni) la maggioranza della Cdu-Csu ha cassato il pacchetto di riforme del mercato del lavoro (la cosiddetta Hartz III e Hartz IV) e si appresta ora a dare battaglia al Bundesrat (la camera bassa del parlamento) dove l’opposizione di centro-destra ha la maggioranza. «Le riforme sono in tutto e per tutto insufficienti» tuona Edmund Stoiber, leader della Csu e trionfatore delle recenti elezioni in Baviera. E aggiunge che da quando Schroeder, il 14 marzo scorso, ha presentato la sua “Agenda 2010”, la tabella di marcia del piano di riforma del mercato del lavoro, della sanità e delle pensioni, nulla si è mosso. Non solo, da allora in Germania sono andati persi altri 700.000 posti di lavoro.

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