Cristiani, cioè buoni cittadini
Corrado Augias non perde occasione di riproporre dalle colonne della sua rubrica Il genio del paganesimo di Marc Augè, alfiere della invero non nuova tesi secondo cui soltanto il politeismo pagano sarebbe liberale e tollerante, mentre le fedi monoteiste, per il fatto stesso di appellarsi a una sola verità, sarebbero inevitabilmente repressive. Una smentita interessante si trova nelle pagine di The rise of christianity di Rodney Stark (ampiamente citato nei primi capitoli de I nuovo perseguitati di Antonio Socci): l’altra faccia dell’amabile cicaleccio degli intellettuali pagani sono l’infanticidio abituale, la sottomissione delle donne e degli schiavi, i sacrifici umani, l’abbandono sistematico dei malati e altre amenità all’ordine del giorno nelle gaie società antiche, a fronte delle quali l’idea cristiana del valore della persona è una rivoluzione della cui portata non ci rendiamo più conto (è toccato a Benigni ricordarcelo dal piccolo schermo: «prima di Gesù, carità niente»). Ma il libro di Stark non è, ahimè, tradotto in italiano. In attesa di qualche editore coraggioso e intelligente, consoliamoci con lo studio che Giuseppe Fidelibus dedica al rapporto fra ragione e religione nella città antica, così come lo intende sant’Agostino ne La città di Dio. Ai pagani che accusano il cristianesimo di essere l’origine del crollo di Roma, perché non possiede virtù civiche, il Vescovo d’Ippona replica deciso: il tarlo che ha corroso Roma è la doppiezza degli intellettuali, che si prestano a culti pubblici di cui in privato si fanno beffe. Così che la ragione viene calpestata, negata nella sua natura di apertura al vero (niente di nuovo sotto il sole, si direbbe…). Il cristianesimo le rende la sua dignità, e ricostruisce la comunità degli uomini intorno alla comune tensione verso la verità. Senza integralismi, «radicata com’è nella disposizione certa ad amare i nemici». Indifferenza pagana o cristiano amore all’altro: ecco la vera alternativa, anche come fondamento della convivenza civile.
Giuseppe Fidelibus, Ragione, religione, città, 573 pp. Edigrafital, euro 20
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